A Macao il capodanno cinese. O portoghese?

Redazione
13/02/2015

Macao, Cina. La danza del drago messa in scena sulla scalinata che porta alle rovine di São Paulo durante le...

Macao, Cina. La danza del drago messa in scena sulla scalinata che porta alle rovine di São Paulo durante le celebrazioni del Capodanno Cinese.

Il prossimo 19 febbraio finisce l’anno del cavallo e inizia quello della capra. È infatti il giorno in cui, nel 2015, cade il Capodanno cinese, conosciuto anche come Festa di Primavera. Non ha una data fissa: a differenza di quello che accade con il calendario gregoriano, in quello cinese i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio. Dunque, anche se il capodanno cinese segna l’inizio dell’anno nuovo, può cadere in un periodo che va dal 21 gennaio al 19 febbraio, coincidendo con la seconda luna nuova subito dopo il solstizio d’inverno. La ricorrenza è molto sentita dalle comunità cinesi di tutto il mondo. Compresa quella di Macao che, insieme a Hong Kong, è una delle regioni amministrative speciali della Repubblica Popolare Cinese.

TRA CINA E PORTOGALLO. Macau è il nome portoghese, mentre la città è nota in Cina come Àomén. Colonia del Portogallo a partire dal 1557, la sua sovranità è tornata alla Cina nel 1999, quando era ormai rimasta l’unica colonia europea in Asia. La regione di Macao, comunque, avrà un alto grado di autonomia fino al 2049. Quello che maggiormente colpisce della città è la doppia anima: sia il cantonese che il portoghese hanno lo status di lingue ufficiali, ed infatti compaiono entrambe sui cartelli stradali e nelle placche delle vie, e qui inoltre viene parlato un dialetto derivato proprio dal portoghese: il macanese. E se buddismo, taoismo e confucianesimo sono le fedi più diffuse, c’è anche una comunità cristiana di considerevoli dimensioni. Macao ha un’atmosfera completamente diversa dalla frenetica Hong Kong, distante appena 60 km. Accanto a grattacieli ultramoderni, conserva infatti un incantevole centro storico dove le case affacciate sulle vie strette e tortuose hanno i tratti dell’architettura coloniale portoghese. Da dieci anni è tutelato dall’Unesco ed ha il suo fulcro in Largo do Senado, zona pedonale con molti ristoranti, caffetterie e negozi tradizionali. Passeggiando per le sue vie, che hanno mantenuto i nomi portoghesi, sebbene affiancati da quelli cantonesi, ci si può imbattere in numerosi luoghi di culto. Come la chiesa barocca di São Domingo, con il suo tesoro di arte sacra, o quella di São Lourenço. Ma anche il tempio taoista di Lin Fung o il tempio buddista di Pou Tai, il più grande di Macao. L’edificio più fotografato della città è però un altro: la chiesa di São Paulo o, almeno, ciò che ne rimane. Ovvero la sua facciata, visto che il complesso eretto nel XVI secolo fu distrutto da un incendio nel 1835. Accanto alla chiesa di São Agostinho si può invece vedere il Teatro Dom Pedro V, il più antico costruito dagli europei in Cina.

Macao, Cina. La città ha una doppia anima: i cartelli stradali sono scritti in cantonese e portoghese.

LA LAS VEGAS ASIATICA. Se in molte zone della Cina il gioco d’azzardo è proibito, gran parte della popolazione ha una vera passione per il tavolo verde e le slot machine. A Macao, regione amministrativa speciale, non c’è nessun veto al riguardo: la città ospita numerosi casinò, al punto da essere considerata l’equivalente asiatico di Las Vegas. Della “cugina” americana ha tutto: le luci al neon, le notti infinite, i ristoranti di lusso e i night club. Ma anche gli aspetti più pacchiani. Se il grattacielo Grand Lisboa è il più grande casinò del mondo per estensione, il The Venetian Macao è in pratica la replica del The Venetian di Las Vegas, che a sua volta riproduce la città di Venezia. Con i suoi canali, i ponti, i palazzi e i gondolieri, che cantano canzoni italiane.

ROSSO E FUOCHI D’ARTIFICIO. Vista la sua vivace vita notturna, Macao è un luogo adatto per festeggiare il Capodanno cinese. La tradizione è di festeggiarlo con fuochi d’artificio, ma anche facendo rumori forti battendo piatti, ciotole e tamburi, oltre a quella di organizzare sfilate in cui abbondano drappi rossi. Questo perché le radici del Capodanno cinese sono legate ad una leggenda, quella del Nian, un mostro che secondo la leggenda ogni anno strisciava fuori dalla sua tana per spaventare e uccidere gli esseri umani. L’unico modo per allontanarlo era quello di spaventarlo con forti rumori ed il colore rosso, di cui aveva paura. A mettere in scena la leggenda, durante la Festa di Primavera, è la danza del leone, un rituale praticato durante le festività, in cui una grossa maschera felina da inseguire rappresenterebbe proprio il Nian. Viene eseguita insieme alla danza del drago: secondo la tradizione, questi animali mitologici sono portatori di buona sorte, forza, fertilità e saggezza. Le due danze tradizionali hanno delle differenze di forma: durante quella del leone le facce dei figuranti non si vedono perché sono all’interno del corpo della fiera, mentre nella danza del drago i danzatori si possono vedere perché il corpo dell’animale viene tenuto in alto da una serie di pali. I festeggiamenti per il Capodanno durano ben due settimane, tra scambi di doni, offerte rituali nei templi e candele accese per guidare gli spiriti benauguranti all’interno delle abitazioni. In questo periodo dell’anno Macao si riempie di fiori, secondo la tradizione cinese indispensabili per iniziare il nuovo anno, perché simbolo di rinascita. Le celebrazioni del Capodanno cinese, che si ripetono da oltre 5.000 anni, finiscono, poi, con la tradizionale festa delle lanterne.

Macao, Cina. Nella danza del leone eseguita in occasione del Capodanno Cinese, la maschera felina rappresenta il leggendario mostro Nian.

MANGIARE, DORMIRE E ARRIVARE. Il piatto tradizionale delle feste è il Nian gao, il riso del Capodanno. In generale, la cucina macanese è l’espressione della storia unica di questa città, che risente della cultura marinara di matrice portoghese. Del paese lusitano restano gli ingredienti principali come il baccalà e la trippa, insaporiti però da ingredienti del Sud-est asiatico, ma anche provenienti da India e Africa, come il latte di cocco, i chiodi di garofano, il curry e la cannella; oltre a buone bottiglie di vinho tinto e verde, vino rosso e bianco del Portogallo. Tra le ricette tradizionali di Macao ci sono la zuppa lacassà, con gamberetti, il baccalà dorato, con latte di cocco e zafferano, e il minchi, uno spezzatino con salsa di soia. Consigliamo di provare la cucina dell’Amagao e del Clube Militar de Macau (per informazioni link in basso). Il primo, in rua Ho Lin Vong, è un locale con appena dieci posti a sedere ma dove c’è sempre la fila per entrare. Il secondo, più elegante, è invece uno degli edifici coloniali più illustri della città. In entrambi i casi la spesa è di 25-30 euro. Per la notte, con 122 euro si può prenotare una matrimoniale all’Ole Tai Sam Un (per informazioni link in basso), mentre per dormire in due al Golden Dragon (per informazioni link in basso) si spendono 149 euro. Dall’Itala non ci sono voli diretti per Macao. Da Milano con Air China (per informazioni link in basso) e uno scalo, per andata e ritorno servono 800 euro. Più caro volare da Roma: dalla capitale e dalle altre città italiane, per abbassare il prezzo, è necessario fare uno scalo in più.

PER INFORMAZIONI: Clube Militar de MacauOle Tai Sam UnGolden DragonAir China