A Sesto il Pd vota con la Lega contro il burqa

Redazione
01/02/2011

Il consiglio comunale di Sesto San Giovanni, un tempo definita la Stalingrado d’Italia, ha votato a favore di una mozione...

A Sesto il Pd vota con la Lega contro il burqa

Il consiglio comunale di Sesto San Giovanni, un tempo definita la Stalingrado d’Italia, ha votato a favore di una mozione della Lega Nord sul divieto di circolare in città a viso coperto per garantire il rispetto delle leggi sulla sicurezza pubblica e tutelare la dignità delle donne presenti sul nostro territorio: il Partito democratico ha votato a favore, unico no da parte dei Comunisti italiani.
«Il burqa», si legge nella mozione, «e altre forme simili di vestiario, che coprono integralmente il viso delle persone […] costituiscono, secondo la nostra cultura, una forma di integralismo oppressivo della figura femminile e di costrizione della libertà individuale. […] Nel nostro Paese la donna ha conquistato la propria emancipazione dopo anni di battaglie, raggiungendo parità di diritti in campo sociale, economico e giuridico».
Alessandra Tabacco, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale ammette: «La nostra mozione dopo alcune modifiche, che non cambiano il contenuto del documento, è stata votata da tutto il consiglio comunale, sia dai gruppi di opposizione, sia da quelli di maggioranza. Il solo voto contrario è stato quello del consigliere Scacchi dei Comunisti italiani».
IL PD VOTA CON LA LEGA NORD Tabacco, con la firma di tutte le donne presenti in consiglio e con il voto favorevole del parlamentino sestese, ha chiesto urgentemente al sindaco di prendere i provvedimenti necessari per far rispettare a qualsiasi persona presente nella nostra città di circolare a viso scoperto, di rispettare le nostre leggi in materia di sicurezza e la dignità della donna.
Il consiglio comunale, dunque, nelle conclusioni della mozione «impegna il sindaco ad adottare urgentemente i provvedimenti necessari al fine di far rispettare, a qualsiasi persona presente sul territorio comunale che circoli in luoghi pubblici o aperti al pubblico a viso coperto, le nostre leggi vigenti in tema di sicurezza e dignità della donna».
OLDRINI CONDIVIDE «Condivido», ha dichiarato il primo cittadino Giorgio Oldrini, «la decisione presa dal consiglio. Come ho avuto modo di dichiarare in passato, esistono usanze che contrastano con la storia, le leggi e il comune sentire del nostro paese. Il senso della dignità della persona che esiste in Italia è il frutto di secoli di battagli culturali e civili che hanno costituito un avanzamento indubbio e che deve valere per tutti».