Filomena Gallo su disabilità e accessibilità dei trasporti

29 Luglio 2018 10.00
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Ve lo ricordate il caso di Flixbus, la società di trasporti condannata dal Tribunale di Roma per condotta discriminatoria al danni dei passeggeri con disabilità? Lettera43.it ha chiesto a Filomena Gallo, avvocato e segretario dell'Associazione Luca Coscioni, l'onlus che ha preso in carico il caso dal punto di vista legale, di fotografare la situazione italiana per quanto riguarda l'accessibilità dei mezzi pubblici. «Nel nostro Paese», spiega Gallo, «ci sono 8 mila comuni e la nostra associazione non è in grado di dire quali siano i quelli virtuosi e dove invece il servizio di trasporto risulti inaccessibile. In linea generale», aggiunge l'avvocato, «abbiamo riscontrato che più ci si sposta al Sud e più il servizio di trasporto locale risulta carente dal punto di vista dell'accessibilità e della fruibilità anche da parte delle persone con disabilità». Insomma l'Italia anche in questo pare andare a due velocità. Con purtroppo una certezza: «I Comuni in grado di garantire la piena, totale e incondizionata accessibilità ai mezzi di trasporto pubblico sono in netta minoranza».

DOMANDA. Da anni come associazione siete impegnati nella lotta alle barriere architettoniche. Chi si può rivolgere a voi?
RISPOSTA. A noi possono rivolgersi tutti coloro che desiderino segnalare una barriera architettonica sul loro territorio! In passato abbiamo collaborato sia con amministrazioni comunali sia con privati cittadini, anzi, la App No Barriere, che da anni promuoviamo, è proprio dedicata nello specifico a questi due soggetti: vogliamo che cittadini e amministrazioni possano collaborare per rendere migliori le città.

Come funziona la App No Barriere?
Si tratta di uno strumento nato per migliorare l’accessibilità degli spazi urbani, a beneficio dei cittadini disabili, ma non solo. L’obiettivo della app non è solo effettuare una mappatura di tutte le barriere architettoniche esistenti, ma anche, e soprattutto, far sì che le istituzioni locali si attivino per rimuoverle.

In realtà esiste una normativa a riguardo…
La normativa oggi vigente in materia di barriere architettoniche è datata 1986 e, sulla carta, tutte le amministrazioni locali hanno predisposto i cosiddetti Peba (Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche, ndr). Eppure è sotto gli occhi di tutti come, fin troppo spesso, l’accesso a edifici pubblici e privati, ma anche a strade e spazi comuni, sia impossibile per chi ha una disabilità motoria o sensoriale.

Una volta ricevuta la segnalazione come vi muovete?
Alla ricezione l'Associazione Luca Coscioni invia all'utente tutte le istruzioni necessarie per denunciare l'ostacolo alle autorità competenti. Attualmente riceviamo in media più di due segnalazioni al giorno. Con gli ultimi aggiornamenti ora è possibile anche per i Comuni adottare la app sui loro portali e interagire direttamente con gli utenti per risolvere insieme le segnalazioni di barriere senza passare da una diffida: la collaborazione con le amministrazioni locali è centrale per rendere più accessibili gli spazi urbani.

E se le cose non dovessero risolversi con la "collaborazione"?
Alcuni casi si sono risolti con una diffida all'ente preposto che si è mobilitato per abbattere la barriera. Altre situazioni più complesse, che coinvolgono soggetti come Atac o Flixbus, devono essere trattate con percorsi più completi poiché si arriva all'azione processuale presentando tutta una serie di dati a supporto e di testimonianze necessarie a chiarificare la questione. A ogni modo da anni offriamo assistenza legale pro bono, quando possibile, grazie all'impegno di un team di legali che si offrono di dare il loro contributo.

Flixbus, una vittoria collettiva sull’accessibilità degli autobus

ABILE A CHI? Altro che “giustizia fai da te”. L’Associazione Luca Coscioni ha fatto condannare la società di trasporto per discriminazione verso le persone con disabilità. Ecco perché dobbiamo agire come soggetto politico.

In che modo sostenete i costi processuali?
L'Associazione Luca Coscioni anticipa le spese processuali per intero e l'avvocato Alessandro Gerardi, nostro consigliere generale, cura tutti gli aspetti relativi alla rappresentanza e assistenza legale in sede giudiziaria. Chi decide di agire legalmente lo può fare in via autonoma, con il nostro appoggio e sostegno legale, oppure conferendoci un'apposita procura speciale così come previsto dalla Legge n. 67 del 2006. Una delle prime vittorie che abbiamo ottenuto ha visto il vicesegretario dell'associazione Gustavo Fraticelli agire contro il Comune di Roma per l'inaccessibilità dei marciapiedi dove sono ubicate le fermate degli autobus.

E come finì?
In quell'occasione Gustavo decise di devolvere all'associazione i 5 mila euro ottenuti dal Comune come risarcimento del danno e ciò al fine di costituire un fondo dedicato a Bruno Tescari, che per primo sollevò la questione barriere architettoniche. Grazie a quel fondo, in questi anni, siamo riusciti a supportare le spese di cui ci impegniamo a farci carico.

Come siete venuti a conoscenza del caso Flixbus?
Grazie a una persona disabile che ci ha segnalato la discriminazione subita, e in seguito è riuscita a portarci anche altre cinque testimonianze di casi simili: insomma, abbiamo deciso di intraprendere questo tortuoso percorso proprio perché il caso non solo non era isolato, ma la condotta era stata reiterata in più occasioni: inaccettabile.

Quale è in generale la situazione In Italia circa l'accessibilità dei mezzi di trasporto pubblici?
È impossibile rispondere a una domanda del genere. In Italia ci sono 8 mila comuni e l'Associazione Luca Coscioni non è in grado di dire quali siano i comuni virtuosi e dove invece il servizio di trasporto risulti inaccessibile. A Roma e a Vicenza siamo riusciti a ottenere la condanna per condotta discriminatoria dei gestori del servizio di trasporto. Sulla base di alcune segnalazioni che ci sono giunte, abbiamo intenzione di promuovere iniziative simili anche nelle città di Rimini e Sabaudia. In linea generale abbiamo riscontrato che più ci si sposta al Sud e più il servizio di trasporto locale risulta carente dal punto di vista dell'accessibilità e della fruibilità anche da parte delle persone con disabilità. In ogni caso i Comuni in grado di garantire la piena, totale e incondizionata accessibilità ai mezzi di trasporto pubblico sono in netta minoranza.

A quali risultati potrebbero portare concretamente le vostre vittorie?
Di recente ci è giunta la comunicazione del ricorso in appello di Flixbus, quindi si tratta di una questione ancora aperta, anche se auspichiamo che il tutto si risolva al meglio per la parte lesa, cioè i ragazzi impossibilitati a viaggiare con i mezzi della compagnia. Il caso di Vicenza, particolarmente virtuoso visto l'impegno della compagnia a mettersi in regola con quanto disposto dal giudice usufruendo anche della nostra collaborazione, è sicuramente un passo avanti importantissimo verso una totale accessibilità dei mezzi pubblici, che in Italia sembra un miraggio ma che nel resto d'Europa è prassi consueta da anni.

Si tratta di un gap culturale?
È fondamentale, e vanno in questa direzione anche le condanne ad Atac per condotta discriminatoria verso i disabili, che cresca sempre più nei cittadini la consapevolezza che le persone con disabilità spesso non sono impossibilitate a una vita indipendente dalla loro condizione fisica, ma piuttosto dalla società che non li mette nella condizione di poter godere di diritti che dovrebbero essere pienamente garantiti: la libertà di movimento, la possibilità di accedere a protesi moderne e conformi alle loro problematiche, la possibilità di esercitare una professione, e, ancora più banalmente, quella di circolare per la loro città senza incontrare ostacoli a ogni metro.

Sui diritti rimaniamo uno dei fanalini di coda d'Europa: è ora almeno di iniziare a uniformarsi ai nostri vicini, piuttosto che finire a far valere i diritti delle persone in Tribunale

Molte vittime di discriminazione agiscono individualmente perché forse non sanno di potersi appoggiare ad associazioni. Dove si possono trovare informazioni sulla vostra attività?
Sul nostro sito www.associazionelucacoscioni.it alla sezione «diritti dei disabili», si trovano tutte le voci dedicate alle varie problematiche che una persona con disabilità può incontrare nella sua quotidianità: dal diritto di voto dei malati intrasportabili alla firma digitale, dalle barriere architettoniche alla vita indipendente. Sempre in questa sezione si riscontra la voce «soccorso civile» in cui viene spiegato come è possibile segnalarci una vicenda discriminatoria, oppure semplicemente scrivendo una mail a [email protected] si attiva un processo di dialogo con la persona per capire se è nelle nostre possibilità fornirgli aiuto per denunciare la discriminazione subita oppure indirizzarlo verso l'iter idoneo da perseguire. Noi vogliamo che le persone ci segnalino queste situazioni perché ogni storia può essere una nuova battaglia per i diritti di tutti.

Non dovrebbero esserci più controlli pubblici sulle imprese di trasporto?
Ovviamente la politica dovrebbe sorvegliare su questo fronte, garantire uguaglianza e non discriminazione per chi ha un handicap e non può accedere a servizi come tutte le altre persone. Le normative comunitarie in materia sono recepite nel nostro Paese ma poi restano li scritte, ma non attuate. Se l'Italia partisse dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità sarebbe tutto più semplice, invece la Convenzione è stata recepita nel nostro Paese ma è puntualmente disattesa.

E nel resto d'Europa?
Sui diritti rimaniamo sempre uno dei fanalini di coda d'Europa: è ora almeno di iniziare ad uniformarsi ai nostri vicini, piuttosto che finire a far valere i diritti delle persone in Tribunale.

Al di là delle solite promesse, gli ultimi governi come hanno gestito il problema della non accessibilità dei mezzi pubblici?
È più preciso dire che non viene gestito in alcun modo: negli ultimi anni nessuno dei governi che si sono alternati ha attuato decisioni politiche lungimiranti per quanto riguarda l'accessibilità ai mezzi pubblici.

Se dovesse proporre un intervento concreto da realizzare subito?
Chiederei senz'altro al ministro dell’Interno di occuparsi delle cose di cui ha competenza il suo dicastero, e quindi di procedere con i poteri sostitutivi tramite le prefetture rispetto alle amministrazioni locali inadempienti, Comuni e Regioni, soprattutto in materia di programmazione della eliminazione delle barriere architettoniche come previsto dalla legge e bellamente ignorato dalla maggior parte dei Comuni.

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