Il Viminale ha detto sì all’abbattimento dei lupi

12 Aprile 2019 18.37
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Per il Viminale i lupi sono sempre più numerosi e minacciosi. E quindi occorre derogare alle legge che in Italia li tutela dal 1997, per consentirne l'abbattimento «se necessario» e «solo a condizione che sia stata verificata l'assenza di altre soluzioni praticabili». L'indicazione arriva da una circolare ('Diffusione di lupi e tutela della pubblica incolumità'), inviata dal capo di gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi, ai prefetti di Trento e Bolzano e al presidente della Valle d'Aosta.

I CONTENUTI DELLA CIRCOLARE

Immediate le proteste degli animalisti. «Se anche un solo esemplare dovesse essere ucciso», ha fatto sapere l'Ente nazionale per la protezione degli animali (Enpa), «il nostro ufficio legale è pronto a intervenire con esposti e denunce». La circolare del Viminale rileva che, di recente, in alcune aree del territorio nazionale si è registrato «un aumento della presenza di lupi che, avvicinandosi in branco agli abitati, provocano allarme nella popolazione ovvero causano importanti danni economici agli allevatori, attaccando ovini, caprini e talvolta bovini nelle zone di pascolo e di ricovero». Da qui «l'esigenza di adottare interventi di carattere preventivo ai fini della tutela della pubblica incolumità e della salvaguardia delle attività tradizionalmente legate alla montagna, all'agricoltura e alla zootecnia».

LA POSSIBILE DEROGA ALLA LEGGE CHE PROTEGGE I LUPI

La circolare invita quindi a convocare apposite sedute del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per valutare «iniziative di prevenzione» come «il monitoraggio dei lupi e delle situazioni di conflitto, interventi di messa in sicurezza del bestiame e di dissuasione sui lupi particolarmente confidenti». Ma se questi interventi si rivelassero «inadeguati ad assicurare la pubblica incolumità», si invita a considerare la richiesta di una deroga all'articolo 8 della legge 357/1997, che prevede il divieto di uccidere una serie dai animali selvatici tra i quali, appunto, il lupo.

PER L'ENPA SI TRATTA DI UNA STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA

Esulta il presidente leghista della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti: «È un forte passo avanti, perché si sancisce il tema della sicurezza e dell'ordine pubblico nella gestione dei lupi. Nelle prossime ore scriveremo al prefetto e chiederemo di applicare quella circolare per i casi pericolosi che ci sono in Trentino». Di tutt'altro avviso l'Enpa, che con la presidente Carla Rocchi spiega: «I lupi non rappresentano un'emergenza di ordine pubblico. Nel 2018 in Trentino ci sono state 65 predazioni, con 76.500 euro di indennizzo. Sono invece un preziosissimo equilibratore biologico, perché con la loro attività predatoria mantengono in equilibrio le popolazioni degli altri selvatici. Dunque non c'è nessuna emergenza, se non quella creata ad arte per guadagnare qualche voto in più alle prossime elezioni».

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