Cosa sta succedendo in Algeria con la rivolta anti-Bensalah

Cosa sta succedendo in Algeria con la rivolta anti-Bensalah

09 Aprile 2019 11.20
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Tensioni in Algeria, dove Abdelkader Bensalah è stato designato capo di Stato ad interim dal parlamento il 9 aprile 2019, secondo quanto hanno riferito i media locali. La designazione, che ha una durata stabilita di 90 giorni, non è piaciuta all'opinione pubblica: gli studenti algerini sono scesi in piazza ancora per chiedere «la fine del regime».

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LA MASSICCIA PRESENZA DELLE FORZE DELL'ORDINE HA PORTATO ALLO SCONTRO

Uno degli slogan scanditi è stato proprio "Bensalah vattene". Il massiccio il dispiegamento di forze dell'ordine ad Algeri e nelle altre città del Paese ha subito portato allo scontro: la polizia antisommossa ha sparato gas lacrimogeni nella capitale per disperdere le manifestazioni nei pressi del tunnel di accesso all'Ateneo.

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CANNONI AD ACQUA CONTRO I MANIFESTANTI

Gli agenti per disperdere la folla anti-governativa ad Algeri, nei pressi della Posta centrale, hanno usato anche i cannoni ad acqua. Gli attivisti hanno postato sui social le immagini degli interventi. Le forze di sicurezza sono riuscite a bloccare una frangia di manifestanti che tentava di marciare verso il palazzo del governo. Imponenti manifestazioni sono state organizzate anche nelle altre principali città del Paese.

UOMO LEGATO AL VECCHIO E CONTESTATO PRESIDENTE BOUTEFLIKA

Bensalah è un uomo strettamente legato alla cerchia di Abdelaziz Bouteflika, l'82enne ex presidente dell'Algeria che si è dimesso dopo aver governato il Paese per 20 anni e contro cui si erano già concentrate le proteste dei giovani algerini. Bouteflika negli ultimi sei anni è stato costretto su una sedia a rotelle, con difficoltà anche a parlare. Il suo addio è stato considerato dai manifestanti «solo una piccola vittoria, perché ora se ne devono andare anche gli altri», disse – citato dalla Ap – Salim Mehdi, di una quarantina d'anni, in uno dei cortei in piazza. Ecco perché la nomina di Bensalah non è stata digerita. Tuttavia non è chiaro o tantomeno al momento prevedibile quali potrebbero essere gli sviluppi politici, dato che il movimento di piazza non ha un leader, né ha indicato alcuna figura o personalità che possa ricevere l'incarico di gestire la transizione del Paese.

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