Abdesalem Lassoued, chi era l’attentatore di Bruxelles: fu fotografato a Genova nel 2021

Aveva 45 anni ed era originario della Tunisia: è morto in ambulanza dopo essere stato colpito dalla polizia. Nel suo passato alcune segnalazioni per radicalizzazione. L'uomo, che ha ucciso due persone nella capitale belga, era stato molte volte anche in Italia, a Bologna e in Liguria.

Abdesalem Lassoued, chi era l’attentatore di Bruxelles: fu fotografato a Genova nel 2021

Il suo volto ha iniziato a circolare nella serata del 16 ottobre ed è diventato il ricercato numero uno in Belgio e in tutti i Paesi vicini. Si tratta di Abdesalem Lassoued, tunisino di 45 anni che ha ucciso due tifosi svedesi a Bruxelles nel quartiere Saincteletteplein con un kalashnikov e ha in seguito rivendicato la sua appartenenza all’Isis. L’uomo è stato fermato nella mattinata seguente non molto lontano da casa sua, nel quartiere di Schaerbeek, e, stando a quanto riferito da la Repubblica, è morto in ambulanza dopo essere stato colpito in un conflitto a fuoco avuto con la polizia. Nel passato dell’attentatore una richiesta d’asilo negata a Bruxelles e diversi passaggi anche in Italia.

L’attentatore di Bruxelles aveva chiesto asilo nel 2019

Nato in Tunisia, Abdesalem Lassoued aveva chiesto nel novembre 2019 asilo in Belgio, ma aveva ricevuto una risposta negativa un anno dopo, quando risultava scomparso. Ha continuato comunque a vivere in Belgio, con l’ordine di espulsione che non è mai stato inoltrato poiché il richiedente non si era registrato in un centro per l’asilo e, quindi, non era localizzabile. Dietro le ragioni del diniego all’asilo ci sarebbe stato il fatto che l’uomo sarebbe stato noto alle forze dell’ordine per traffico di esseri umani, soggiorno illegale e pericolo per la sicurezza dello Stato. Secondo fonti tunisine non ancora confermate, Abdesalem Lassoued sarebbe stato indicato già nel 2016 come un profilo «radicalizzato» che intendeva unirsi alla Jihad. Era il periodo degli attentati al Bataclan di Parigi e questa segnalazione rientrava nelle decine giunte alle autorità che, indagando, decisero di non muoversi per la mancanza di un riscontro.

Le minacce via social e il tardivo intervento delle autorità

Tornando ai tempi recenti, l’attentatore di Bruxelles, che su su Facebook si firmava Slayem Slouma, aveva iniziato a pubblicare sui social invettive contro Israele e a promettere vendette per quello che si sta verificando a Gaza. Aveva anche invocato un nuovo intervento da parte di Hamas e, così come riferito dal ministro della Giustizia belga Vincent Van Quickenborne, era stato denunciato da un occupante di un centro d’asilo a Campine, vicino ad Anversa, per minacce via social. La polizia di Anversa, ricevendo dal ministero l’informazione che l’uomo fosse stato già condannato in Tunisia per terrorismo, aveva fissato una riunione per martedì 17 ottobre. A onor del vero va precisato che, dalle indagini della Polizia, è emerso che la precedente condanna dell’uomo nel Paese Nord africano non era per terrorismo, ma per reati comuni. Proprio questo aspetto, così come riferito da Van Quickenborne, aveva allontano il sospetto che vi fosse una «minaccia concreta o imminente». Un errore fatale.

Era stato molte volte in Italia, a Genova e a Bologna

Abdesalem Lassoued è stato molte volte anche in Italia. Secondo le ricostruzioni eseguite dal Secolo XIX, l’uomo sarebbe stato ripreso in un video girato a Genova nel 2021, con la notizia che trova riscontro anche in una foto presente sul suo profilo Facebook, ora oscurato, che mostra l’attentatore di Bruxelles in Piazza Della Vittoria. L’ipotesi, al momento, è che si stesse dirigendo in Francia. Ancor prima, nel 2016, dopo essere stato segnalato come un soggetto pericoloso, era stato fermato a Bologna, salvo poi riuscire a far perdere le sue tracce.