Il ministro Abodi sul calcioscommesse: «Lavoriamo per elaborare una carta dei doveri»

Redazione
13/10/2023

I contratti e i codici etici non bastano a contrastare doping, scommesse illecite e piattaforme pirata: ogni tesserato dovrà firmarla per giocare. Su Tonali e Zaniolo allontanati dalla Nazionale dice: «Scelta opportuna anche per tutelarli».

Il ministro Abodi sul calcioscommesse: «Lavoriamo per elaborare una carta dei doveri»

«Lavorerò per l’elaborazione di una carta dei doveri, i contratti e i codici etici non bastano». Lo ha assicurato il ministro dello Sport Andrea Abodi, a margine dell’evento Tennis&Friends al Foro Italico, per commentare il caso calcioscommesse che sta colpendo la Serie A.

Abodi vuole un’ulteriore stretta su chi sbaglia

Il ministro dello Sport si è detto pronto a confrontarsi con gli «altri colleghi e il mondo dello sport, per l’elaborazione di una carta dei doveri, nella quale doping, scommesse illecite e visioni di trasmissioni su piattaforme pirata siano esplicitate in un atto che ogni tesserato, soprattutto di sport professionistici, dovrà sottoscrivere, perché evidentemente quello che recitano i contratti e i codici etici non bastano». Poi ha aggiunto:  «Ci vuole un’ulteriore presa di coscienza e assunzione di responsabilità, individuale e di sistema».

Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo
Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo in Nazionale (Getty images).

Giusto mandare via dal ritiro della Nazionale Tonali e Zaniolo

Già nella giornata del 12 ottobre, Abodi era intervenuto sul caso calcioscommesse dichiarando di aver ritenuto giusto l’allontanamento dal ritiro di Coverciano dei calciatori coinvolti nell’indagine. Si tratta di Tonali e Zaniolo, che per il ministro sarebbero stati in questo modo tutelati. «Su Fagioli era già emerso qualcosa» ha detto Abodi, «sugli altri abbiamo appreso in questa giornata, fermo il fatto che ci dobbiamo adeguare alle attività investigative che verranno svolte. Da queste situazioni bisogna saper cogliere l’opportunità, quel che emerge si affronta con tempestività e la giusta cautela. Questo fenomeno della ludopatia non lo abbiamo saputo interpretare in profondità. Non c’è solo il rispetto per il lavoro che è stato fatto, ma anche la necessità di comprendere la dimensione del fenomeno». E ancora: «Non bisogna voltarsi dall’altra parte. Sapremo affrontarlo insieme anche con qualche scelta dolorosa».