Com’è cambiato l’aborto in America un anno dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade

Sorpresa: il numero di interruzioni di gravidanza a livello nazionale è cresciuto. Merito delle agevolazioni negli Stati dove vige ancora il diritto: nuove cliniche, rimborsi per le pazienti, spedizione di pillole abortive senza visita. La Corte suprema ha fatto un danno soprattutto a donne giovani, immigrate e meno abbienti. Ma di certo la questione nel 2024 sarà una priorità elettorale. Che potrebbe nuocere ai repubblicani e a Trump.

Com’è cambiato l’aborto in America un anno dopo il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade

Nel giugno del 2022, la Corte suprema statunitense ha ribaltato la storica sentenza “Roe v. Wade, che dal 1973 aveva garantito il diritto costituzionale all’aborto per le donne americane. In pratica, la Corte ha reso il tema dell’interruzione di gravidanza una questione decisa a livello locale. A più di un anno dalla sentenza, l’aborto è bandito completamente in 14 Stati, mentre in altri sette sono presenti importanti limitazioni. Il diritto rimane garantito solo in 29 Stati federali su 50, geograficamente posizionati sulla costa Est e Ovest del Paese e in alcuni degli Stati centrali. Com’è cambiata dunque oggi l’America?

Ovviamente negli Stati con limitazioni sono aumentate le nascite

A causa della natura della gravidanza, che richiede mesi per essere portata a termine, è stato possibile tirare le somme sugli effetti della nuova regolamentazione solo di recente, e i dati oggi disponibili mostrano sia risultati prevedibili sia sviluppi inaspettati. La prima considerazione è forse la più ovvia; gli Stati che hanno implementato limitazioni dell’interruzione di gravidanza hanno visto un leggero aumento delle nascite. Secondo l’Iza (Institut zur Zukunft der Arbeit), l’istituto tedesco di ricerca sull’economia del lavoro, nei primi sei mesi del 2023 le nascite sono aumentate in media del 2,3 per cento negli Stati con divieti totali rispetto al gruppo di controllo degli Stati in cui l’aborto è rimasto protetto. Sempre secondo l’Iza, la nuova legislazione ha principalmente avuto effetto su donne giovani, immigrate o meno abbienti, con una maggiore incidenza nelle realtà che non confinano direttamente con Stati dove l’interruzione di gravidanza è rimasta legale.

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Attivisti pro aborto protestano negli Stati Uniti (Getty).

Una donna del Mississippi dovrebbe guidare per quasi mille chilometri

In sostanza, l’aborto è diventato quasi un lusso, definito principalmente dal luogo e dalle possibilità economiche di chi cercherebbe tale servizio. Per esempio una donna residente in Mississippi deve guidare per quasi mille chilometri, attraversando Tennessee e Kentucky, prima di poter raggiungere una clinica in Illinois, lo Stato più vicino in cui l’interruzione di gravidanza non è criminalizzata. Per fare un esempio europeo, sarebbe come partire da Milano in macchina per poi trovare la prima clinica disponibile a Berlino. In queste circostanze, non tutti possono permettersi di lasciare il lavoro, o anche i figli, per qualche giorno in modo da raggiungere una clinica nei tempi necessari. Sempre stando allo studio dell’Iza, il numero di nascite dovute ai vari bandi statali sarebbe di almeno un quarto o un quinto sul totale registrato.

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La strada dal Mississippi all’Illinois per ottenere il diritto di abortire.

Promosse leggi per tutelare le pazienti e i provider

Secondo uno studio condotto da #WeCount, parte dell’organizzazione Society of Family Planning, per quanto riguarda gli Stati che hanno mantenuto l’aborto legale i dati indicano un leggero aumento delle interruzioni di gravidanza, intorno allo 0,2 per cento. In pratica, la decisione della Corte suprema non ha fermato l’aborto a livello nazionale: è avvenuto il contrario. Infatti, molti degli Stati in cui l’aborto è ancora legale non sono rimasti a guardare. Da maggio 2023, per esempio, 20 di questi, assieme anche a Washington D.C., hanno promosso leggi sia per migliorare l’accesso all’interruzione di gravidanza sia per tutelare le pazienti e i provider stessi — che potrebbero incorrere in sanzioni negli Stati proibizionisti.

Potenziata la telemedicina: pillole abortive spedite senza visita

La California ha eliminato i costi a carico del paziente, mentre l’Oregon ha investito 15 milioni di dollari in nuove cliniche e ha offerto persino rimborsi per le pazienti provenienti da altri Stati. Uno sviluppo inaspettato, inoltre, è stato quello della legalizzazione dell’aborto tramite telemedicina a livello nazionale. Si tratta di un fenomeno che precede la decisione della Corte; la Food and Drug Administration aveva infatti iniziato a consentire la spedizione di pillole abortive senza visita durante la pandemia, a causa della chiusura degli uffici sanitari. Tale politica è diventata permanente nel dicembre 2021 e ha dato il via a un boom di start-up che forniscono servizi per l’interruzione di gravidanza negli Stati in cui è ancora legale.

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Manifestanti contro la decisione di ribaltare la sentenza Roe v. Wade (Getty).

Le conseguenze della criminalizzazione di un diritto penalizzano i repubblicani

Alcuni di questi provider prescrivono pillole basandosi solo su un modulo di valutazione e offrendo un prezzo più accessibile rispetto a una visita in clinica di persona. Inoltre, per quanto riguarda le donne residenti negli Stati con divieti, è oggi possibile anche ordinare tali pillole grazie a nuove leggi che tutelano i fornitori che le prescrivono e spediscono. Ma le conseguenze della criminalizzazione dell’aborto negli Stati conservatori non hanno soltanto prodotto cambiamenti dal punto di vista logistico. Ciò che appare evidente al momento, considerando le recenti elezioni locali, è che nell’America post-Roe il tema dei diritti riproduttivi è diventato un punto di contesa elettorale di estrema importanza. Una questione che sembra favorire, al momento, i democratici a discapito dei repubblicani.

Dagli Anni 80 il divieto è sempre stato un cavallo di battaglia del Gop

Quest’ultimi, a partire dagli Anni 80, hanno costruito gran parte della loro identità politica sull’opposizione all’aborto, principalmente nel tentativo di intercettare sia i voti del crescente movimento pro-life evangelico sia quelli dell’elettorato bianco e cattolico. Tuttavia, questa strategia oggi non gode della stessa popolarità di allora, sia a causa della diffusa posizione dell’elettorato a favore della libertà di scelta, sia per il fatto che, nonostante la loro forte retorica pro-vita, gli Stati antiabortisti — tutti a guida repubblicana — tendono ad avere servizi sociali più deboli per il sostegno alle famiglie.

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Manifestanti Pro life in America (Getty).

L’Ohio, schierato con Trump nel 2016 e nel 2020, ha approvato un referendum…

Tra i segnali più significativi di questa tendenza c’è il caso dell’Ohio, uno Stato vinto agevolmente da Donald Trump nel 2016 e nel 2020, dove il 7 novembre è stata approvata tramite referendum l’inclusione dell’accesso all’aborto nella Costituzione statale, con quasi il 60 per cento dei votanti favorevoli. Insomma: il tema dell’interruzione di gravidanza si sta rapidamente trasformando, grazie ai conservatori, in uno dei temi cruciali della campagna elettorale per le Presidenziali del 2024.