«L’aborto non è giusto neanche in caso di stupro», polemica sul convegno della Lega alla Camera

Redazione
24/01/2024

La frase è riportata sui volantini di un evento sulla bioetica organizzato dal Centro studi Machiavelli e dal leghista Simone Billi. Dichiarazioni poi riprese dal deputato stesso in conferenza stampa, prima del dietrofront dopo le critiche delle opposizioni: «Non è la posizione mia né del partito».

«L’aborto non è giusto neanche in caso di stupro», polemica sul convegno della Lega alla Camera

«L’aborto perfino nei casi più tragici, come lo stupro, non è mai giusto. Prima di un rapporto sessuale le donne dovrebbero prendere coscienza di tutti i possibili esiti: se si agisce è necessario accettare le conseguenze», sono le frasi raccolte da Repubblica che si trovano sui volantini distribuiti nel corso di un convegno alla Camera sulla bioetica, organizzato dal Centro studi politici e strategici Machiavelli su invito del leghista Simone Billi. Secondo le accuse delle opposizioni, sarebbero «da Medioevo» le tesi portate avanti dai relatori che avrebbero tra l’altro parlato di «tramonto dei valori», negando che l’interruzione volontaria della gravidanza, garantita dalla Legge 194 del 1978, sia un diritto.

Le opposizioni si schierano in difesa della Legge 194

«Dopo Pillon arriva Billi. A destra cambiano i volti ma non i programmi: non si fermano la propaganda contro i diritti delle donne e le affermazioni aberranti», scrive su X la senatrice del Partito democratico Ylenia Zambito. Mentre la capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, scandisce: «Non vi permetteremo di fare dell’Italia un paese del Medioevo e della barbarie civile e umana. L’aborto è un diritto anche per le vostre compagne, anche per le vostre figlie». Forti critiche anche da Italia Viva con Paita e Scalfarotto, pronti a fare barricate in difesa della legge. Di «aberrazione» parla Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra: «Siamo di fronte a movimenti che teorizzano che il padre sia padrone del corpo e della vita di una donna. Possiamo solo immaginare cosa succederebbe se fossero scritte norme ispirate a questi principi».

Il dietrofront di Simone Billi

Da parte sua Simone Billi tiene a precisare così le affermazioni fatte in conferenza stampa alla Camera: «Quanto uscito oggi su alcuni mezzi stampa non rappresenta né la mia, né, tanto meno, la posizione del partito. La Lega, da sempre, si è battuta per la libertà di espressione delle donne e quanto riportato è falso», sottolinea. «Personalmente credo nella libertà di scelta e, soprattutto, le donne vittime di violenza non possono essere utilizzate e strumentalizzate. Io non ero presente al convegno e, se fossi stato presente, avrei sicuramente portato avanti le mie tesi».