Abusi nella Chiesa, vittima l’1 per cento degli spagnoli

Redazione
27/10/2023

Secondo una commissione indipendente oltre 200 mila persone, negli ultimi 50 anni, sarebbero state molestate quando erano minorenni. Il totale degli abusati arriverebbe a 440 mila.

Abusi nella Chiesa, vittima l’1 per cento degli spagnoli

Circa 440 mila persone, ovvero l’1,13 per cento della popolazione maggiorenne spagnola, dichiara di aver subito abusi sessuali in ambito ecclesiastico e lo 0,6 per cento di essere stata vittima di un prete o un religioso cattolico negli ultimi 50 anni. La metà dei casi, circa 200 mila, riguarderebbe minori. Si tratta di cifre stimate da una commissione d’inchiesta indipendente sui crimini di pedofilia nella Chiesa cattolica, avviata dal Parlamento e curata dall’istituzione del Difensore civico. Il sondaggio ha coinvolto circa 8 mila persone. L’indagine, durata 15 mesi, è nata da una grande inchiesta giornalistica del quotidiano iberico El Pais.

Abusi nella Chiesa, vittima l’1 per cento degli spagnoli: il totale arriverebbe a 440 mila. Metà erano minorenni.
Una chiesa cattolica (Getty Images).

El País aveva avviato un’indagine sulla pedofilia nella Chiesa spagnola nel 2018

A giugno la Chiesa spagnola ha ammesso, nel rapporto intitolato Per fare luce, 927 casi di pedofilia, che si sono verificati dal 1945 alla fine del 2022. Come ha spiegato la Conferenza episcopale spagnola, le vittime hanno accusato in tutto 728 membri della Chiesa: tra essi 378 sacerdoti (il 52 per cento), poi 208 religiosi e 92 laici. In 23 casi il denunciante non conosceva il ruolo dell’aggressore. L’80 per cento degli abusi è avvenuto prima del 1990, principalmente in ambito scolastico (47 per cento), seguito da ambito parrocchiale e seminari/convitti (15 per cento entrambi). El País aveva avviato un’indagine sulla pedofilia nella Chiesa spagnola nel 2018, creando un database aggiornato con tutti i casi noti. Gli abusi nella Chiesa spagnola sono al centro della docuserie Esame di coscienza, disponibile su Netflix e diretta dal regista Albert Solé.