Le nuove leggi di Papa Francesco contro gli abusi in Vaticano

29 Marzo 2019 10.09
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Con un Motu proprio e la nuova legge N. 297, papa Francesco rafforza le norme anti pedofilia «per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili» nell'ambito della Curia romana e nello Stato della Città del Vaticano. Affidata agli organi giudiziari vaticani la giurisdizione penale su questi reati, viene istituito, tra l'altro, l'obbligo di denuncia penale, nonché si dispone che «venga rimosso dai suoi incarichi il condannato per aver abusato di un minore o di una persona vulnerabile». Le nuove norme entrano in vigore il primo giugno del 2019.

L'emanazione del Motu proprio era stata annunciata al termine del summit sulla protezione dei minori svoltosi in Vaticano il mese scorso. «Desidero rafforzare ulteriormente l'assetto istituzionale e normativo – afferma il Papa nel Motu proprio – per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili affinché nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano: sia mantenuta una comunità rispettosa e consapevole dei diritti e dei bisogni dei minori e delle persone vulnerabili, nonché attenta a prevenire ogni forma di violenza o abuso fisico o psichico, di abbandono, di negligenza, di maltrattamento o di sfruttamento che possano avvenire sia nelle relazioni interpersonali che in strutture o luoghi di condivisione; maturi in tutti la consapevolezza del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto; sia efficacemente perseguito a norma di legge ogni abuso o maltrattamento contro minori o contro persone vulnerabili».

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DIRITTO ALL'ASCOLTO E ALLA CURA PER LE VITTIME E LE FAMIGLIE

E ancora: «Sia riconosciuto a coloro che affermano di essere stati vittima di sfruttamento, di abuso sessuale o di maltrattamento, nonché ai loro familiari, il diritto ad essere accolti, ascoltati e accompagnati; sia offerta alle vittime e alle loro famiglie una cura pastorale appropriata, nonché un adeguato supporto spirituale, medico, psicologico e legale; sia garantito agli imputati il diritto a un processo equo e imparziale, nel rispetto della presunzione di innocenza, nonché dei principi di legalità e di proporzionalità fra il reato e la pena».

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OBBLIGO DI DENUNCIA PER CHIUNQUE LAVORI IN CURIA

Infine, «venga rimosso dai suoi incarichi il condannato per aver abusato di un minore o di una persona vulnerabile e, al contempo, gli sia offerto un supporto adeguato per la riabilitazione psicologica e spirituale, anche ai fini del reinserimento sociale; sia fatto tutto il possibile per riabilitare la buona fama di chi sia stato accusato ingiustamente; sia offerta una formazione adeguata per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili». Tra i punti stabiliti dal Papa, quello che, «fatto salvo il sigillo sacramentale», chiunque lavori in Curia, i nunzi e i diplomatici, i dirigenti di vario livello, «sono obbligati a presentare, senza ritardo, denuncia al promotore di giustizia presso il tribunale dello Stato della Città del Vaticano ogniqualvolta, nell'esercizio delle loro funzioni, abbiano notizia o fondati motivi per ritenere che un minore o una persona vulnerabile sia vittima di uno dei reati di cui all'articolo 1 della Legge N. 297 (abusi sessuali su minori e pedopornografia, ndr)». Tali reati, comunque, sono «perseguibili d'ufficio», dice la nuova legge. Inoltre, tra le altre disposizioni. «nella selezione e nell'assunzione del personale della Curia Romana e delle Istituzioni collegate con la Santa Sede, nonché di coloro che prestano collaborazione in forma volontaria, deve essere accertata l'idoneità del candidato ad interagire con i minori e con le persone vulnerabili».

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