Un uomo è stato accoltellato a Termini perché portava il crocefisso

Un uomo è stato accoltellato a Termini perché portava il crocefisso

Sabato 20 aprile, nel corso di una lite tra senzatetto, un marocchino ha colpito alla gola un cittadino dell'est Europa. M5s all'attacco del Viminale: «Rimpatri fermi, le lettere non bastano».

23 Aprile 2019 10.18

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Un marocchino ha accoltellato un uomo alla stazione Termini di Roma. A renderlo noto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che in seguito a quest'atto ha scritto a prefetti e questori. «Scrivo a tutti i prefetti e questori», ha annunciato il ministro dell'Interno, «per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza contro cittadini innocenti».

LE DUE VERSIONI DEL CLOCHARD AGGREDITO

Ad accoltellare l'uomo è stato un marocchino di 37 anni che ha poi tentato la fuga ma è stato fermato da un poliziotto. L'episodio è avvenuto intono alle 20 e 30 del 20 aprile scorso. La vittima è invece un 44enne cittadino georgiano. Secondo quanto hanno ricostruito al momento gli investigatori, che sentiranno anche l'autista del bus sul quale sarebbe scoppiata la lite tra i due, nell'episodio non sarebbe emerso alcun collegamento con fatti di terrorismo o di matrice religiosa: è stato lo stesso georgiano a denunciare, ma in un secondo momento, l'episodio del crocefisso. Ai poliziotti l'uomo ha prima detto di essere rimasto ferito in una lite e successivamente ha raccontato che chi lo aveva colpito lo aveva scambiato per un italiano e lo aveva preso di mira per un crocefisso che aveva al collo. In particolare l'uomo ha detto che il suo aggressore l'avrebbe confuso per un «italiano cattolico».

I PM CONTESTANO L'AGGRAVANTE DELL'ODIO RELIGIOSO

Intanto i pm della Procura di Roma hanno contestato all'aggressore il tentato omicidio con l'aggravante dell'odio religioso, anche se al momento resta da accertare con chiarezza la dinamica di quanto avvenuto. La vittima ha infatti fornito versioni diverse. In particolare ai medici del pronto soccorso che lo hanno curato, il cittadino georgiano in un primo momento aveva raccontato che l'intenzione del marocchino era quella di rubargli la catenina con il crocifisso.

L'ACCUSA DEL M5S SUI RIMPATRI

Il M5s ha subito diramato una nota puntando il dito contro i mancati rimpatri: «Dopo Torino, Roma. I tristi fatti di cronaca di questi giorni, con l'aggressione prima a due agenti della polizia da un soggetto che sarebbe dovuto essere già espulso, poi con l'accoltellamento di oggi dimostrano che il vero problema sono i quasi 600mila irregolari che abbiamo in Italia», si legge in una nota. «E sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla. Il problema ce lo abbiamo in casa, non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo».

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