Cosa prevede l'intesa commerciale Ue-Cina in vista del 2020

Cosa prevede l’intesa commerciale Ue-Cina in vista del 2020

09 Aprile 2019 17.05
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Dopo lunghi negoziati sino all'ultimo minuto, Ue e Cina hanno raggiunto un'intesa per una dichiarazione congiunta. Pechino ha infatti accettato le richieste europee sulla necessità di garantire un accesso al mercato equo per le imprese europee. I negoziati, hanno fatto sapere fonti Ue, sono andati «nella buona direzione, i cinesi hanno accettato il testo proposto dall'Ue che rispetta il mandato ricevuto dai 28».

«L'Ue la Cina si impegnano a costruire la loro relazione economica sull'apertura, la non discriminazione e la concorrenza equa, assicurando un terreno di gioco paritario, trasparenza e basato su benefici reciproci», si legge nella bozza di dichiarazione congiunta, che riprende sostanzialmente tutte le richieste chiave fatte da Bruxelles a Pechino a tutela dell'industria e delle imprese europee.

LAVORI DA CONCLUDERE NEL 2020

In particolare «le due parti si impegnano a raggiungere nel corso del 2019 i progressi decisivi richiesti per la conclusione nel 2020 di un Accordo complessivo Ue-Cina sugli investimenti», il cui «elevato livello di ambizione sarà riflesso in un accesso al mercato sostanzialmente migliorato, l'eliminazione di requisiti e pratiche discriminatorie che colpiscono gli investitori stranieri e la creazione di un quadro di protezione degli investimenti equilibrato».

PREVISTO UN MECCANISMO DI MONITORAGGIO

A questo scopo verrà costituito un «meccanismo politico di monitoraggio» che dovrà fare il punto «entro fine anno». Altro elemento chiave della difficile intesa raggiunta dall'Ue dopo diversi giorni di intensi negoziati che si sono sbloccati solo l'8 aprile, l'obiettivo di «risultati tangibili in aree prioritarie concordate quali registrazioni in cattiva fede dei diritti di proprietà intellettuale e segreti commerciali».

COLLABORARE PER CAMBIARE IL WTO

Poi il rinnovo della cooperazione Ue-Cina per la riforma del Wto, nel cui ambito si «intensificheranno le discussioni con l'obiettivo di rafforzare le regole internazionali sui sussidi industriali», ovvero evitare il dumping cinese a danno delle imprese europee, oltre al fatto che «entrambe le parti concordano che non ci devono essere trasferimenti forzati di tecnologia», altra richiesta cruciale dell'industria europea.

POSIZIONE VAGHE SU 5G E SICUREZZA

Sul 5G e sicurezza, invece, il testo della dichiarazione è rimasto vago – anche perché la cybersicurezza è competenza nazionale e non Ue – e invita a proseguire la «cooperazione» già cominciata nel 2015 con la Dichiarazione congiunta sul 5G e quella nell'ambito della Cyber Task Force Ue-Cina, soprattutto «contro attività maligne nel cyberspazio, inclusa la protezione della proprietà intellettuale».

INTESE DI MASSIMA SULLA NUOVA VIA DELLA SETA

Infine, si legge nella bozza, Ue e Cina «continueranno a forgiare sinergie tra la strategia Ue Connecting Europe e Asia così come le Reti di Trasporto Transeuropee e la Road and Belt Initiative della Cina». A questo riguardo è intervenuto un «accordo», nell'ambito della Piattaforma sulla connettività Ue-Cina, «sui termini di riferimento per uno studio congiunto» di fattibilità «su corridoi ferroviari sostenibili tra Europa e Cina».

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