Sbarchi record a Lampedusa: il flop dell’accordo Ue-Tunisia sui migranti

Matteo Innocenti
14/09/2023

Sull'isola l'hotspot è al collasso. Oltre 7 mila gli arrivi. Salvini parla di «atto di guerra». Meloni prova a correre ai ripari, mentre Tajani avverte che la situazione può «perfino peggiorare». Tutto questo mentre Germania e Francia bloccano i ricollocamenti. Nel caos una certezza: il patto siglato con Saied è già un fallimento. Tanto che Tunisi respinge la delegazione Ue in visita.

Sbarchi record a Lampedusa: il flop dell’accordo Ue-Tunisia sui migranti

Per Matteo Salvini quello in corso è un «atto di guerra». Parole discutibili, anche se è certo che Lampedusa è al collasso, dopo gli sbarchi in serie degli ultimi giorni: l’hotspot ha raggiunto le 7 mila presenze, circa 10 volte il numero massimo di ospiti consentiti. Le immagini degli scontri tra migranti e polizia di mercoledì sera parlano da sole. La seconda certezza è che il controverso accordo con la Tunisia siglato a luglio dall’Ue, che prevede il sostegno economico di Bruxelles in cambio del controllo delle frontiere, è già un flop.

Lampedusa al collasso dopo gli sbarchi record: l'accordo Ue-Tunisia sui migranti siglato a luglio a Cartagine è già un flop. Ecco perché.
Richiedenti asilo accampati a Lampedusa (Getty Images).

Nei due mesi successivi al patto di Tunisi gli arrivi sono stati 31 mila

Giorgia Meloni ha smesso di parlare di blocco navale nel 2020. Ma la promessa di contenere i flussi è rimasta e ha contribuito, indubbiamente, al trionfo elettorale che l’ha portata a Palazzo Chigi. Peccato che non sia stata mantenuta: i migranti sbarcati in Italia nel 2023, stando ai dati di metà agosto, sfioravano le 100 mila unità, il triplo di quelli sbarcati nello stesso periodo nel 2021 e il doppio di quelli del 2022. Nei 60 giorni successivi al patto di Tunisi gli arrivi sono stati 31 mila e la situazione può «perfino peggiorare» nei prossimi mesi, come ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Da qui a ottobre sono previsti altrettanti arrivi sulle coste italiane.

Il Memorandum d’intesa è stato firmato a metà luglio, ma dall’Ue i soldi non arrivano

Il Memorandum d’intesa per la partnership strategica e globale fra Unione europea e Tunisia, firmato a metà luglio a Cartagine dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, dalla presidente del Consiglio Meloni, dal premier dei Paesi Bassi Mark Rutte e dal presidente tunisino Kais Saied, prevede l’esborso immediato di 150 milioni di euro a supporto del budget del Paese nordafricano e 105 milioni per la gestione delle frontiere. L’accordo ha sollevato forti critiche, in quanto stipulato dall’Ue con un Paese responsabile di sistematiche violazioni dei diritti umani ai danni dei migranti subsahariani. Fatto sta che a Tunisi non stanno arrivando i soldi promessi e, nel frattempo, in Italia è arrivato il 60 per cento in più di migranti rispetto a quelli sbarcati nei due mesi precedenti alla firma del patto (19 mila). Quanto sta accadendo rischia di creare crepe nel governo. Intervistato da Affaritaliani, il vicesegretario del Carroccio Andrea Crippa ha infatti criticato la strategia diplomatica adottata da Meloni per contrastare l’immigrazione irregolare: «Non ha funzionato, bisogna tornare a fare ciò che faceva Salvini al Viminale».

Lampedusa al collasso dopo gli sbarchi record: l'accordo Ue-Tunisia sui migranti siglato a luglio a Cartagine è già un flop. Ecco perché.
Kais Saied, presidente della Tunisia (Getty Images).

Secondo il governo italiano l’intensificarsi degli sbarchi non è casuale

La maggior parte dei migranti è arrivata su barchini partiti da Sfax, “sfuggiti” al controllo della Guardia costiera tunisina. Ma 112 imbarcazioni con oltre 5 mila migranti a bordo che partono nello stesso momento sono una coincidenza perlomeno sospetta. Di qui i dubbi del governo italiano: si teme che dietro l’intensificarsi di partenze e sbarchi ci sia una regia più alta. Per questo l’intelligence italiana è al lavoro. Mentre da Lampedusa è già ricominciata la distribuzione di migranti al Centro-Nord, Meloni prova a correre ai ripari: come scrive Repubblica l’idea è utilizzare navi e aerei della Marina per intercettare eventuali navi-madri, prima che mettano in mare sciami di barchini al confine con le acque italiane. Tutto questo mentre l’Italia ha incassato da Germania e Francia lo stop ai richiedenti asilo. «Me lo aspettavo. I ricollocamenti sono però secondari, sono state pochissime le persone ricollocate, la questione è fermare i movimenti primari», ha detto Meloni ospite di Bruno Vespa su Rai 1. D’altra parte, con l’inchiostro della firma ancora fresco, Tunisi aveva precisato di non aver intenzione di fungere da «centro di accoglienza» per i rimpatri di migranti sub-sahariani dall’Italia o da qualsiasi altro Paese in Europa, dicendosi disposta a riaccogliere solamente i tunisini che hanno fatto ingresso irregolare nell’Ue.

Lampedusa al collasso dopo gli sbarchi record: l'accordo Ue-Tunisia sui migranti siglato a luglio a Cartagine è già un flop. Ecco perché.
Un barchino di migranti diretto verso Lampedusa (Imagoeconomica).

Tajani: «Non basta nemmeno la sola Europa per affrontare un problema così enorme»

Alla povertà generalizzata del continente e all’instabilità della regione subsahariana si sono aggiunti negli ultimi giorni il terremoto in Marocco e l’inondazione in Libia. La situazione, in ottica migranti e ospitalità – Tajani dixit – è quindi destinata a peggiorare. «O prendiamo il toro per le corna, o non ne usciamo. Non basta nemmeno la sola Europa per affrontare un problema così enorme, che interessa non solo quasi l’intera Africa ma anche l’afflusso dalla rotta balcanica. Per questo abbiamo coinvolto le Nazioni Unite, il G20, abbiamo lavorato a una grande conferenza internazionale che deve essere l’avvio di un vero processo di stabilizzazione del Sahel», ha detto il ministro degli Esteri al Corriere della Sera, spiegando di aver fatto convocare gli ambasciatori di Guinea e Costa d’Avorio e di essere in continuo contatto con gli omologhi di Algeria e Tunisia: «Ho chiesto che ci sia un criterio più rigido per frenare le partenze, per accettare i rimpatri».

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Migranti appena sbarcati sull’isola di Lampedusa (Getty Images).

La Tunisia intanto nega l’ingresso a una delegazione di eurodeputati

Che l’accordo stretto dall’Ue con Saied sia nei fatti saltato lo dimostra la decisione di Tunisi di vietare l’ingresso nel Paese a una delegazione di eurodeputati della commissione Affari esteri. Guidata da Michael Gahler, Dietmar Koster, Salima Jenbou, Mounir Satouri, Emmanuel Maurel avrebbe dovuto incontrare membri della società civile, sindacati ed esponenti dell’opposizione politica a Saied. La missione sarebbe dovuta durare due giorni. Ma non è nemmeno iniziata, mentre in Italia gli sbarchi continuano.