Adozione a due padri gay, la strada verso la sentenza

Adozione a due padri gay, la strada verso la sentenza

09 Marzo 2017 20.06
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Per la prima volta è stata riconosciuta in Italia l'adozione fatta all'estero di bambini da parte di una coppia gay, in assenza di legami genetici dei genitori (in questo caso tutti uomini) con i piccoli. Ma la strada alle due sentenze del tribunale per i minorenni di Firenze è stata aperta da altre decisioni con cui negli ultimi tempi i giudici di merito e la Cassazione sono intervenuti sul tema delicato di figli e coppie omosex.

ROMA, STEPCHILD PER UNA BAMBINA. A fare da apripista, il tribunale per i minorenni di Roma: nel luglio del 2014 dà il via libera all'adozione di una bambina da parte di una coppia lesbica. In quel caso si tratta però di stepchild adoption. La bimba è nata in Spagna con la procreazione assistita e le due donne dopo la nascita si sono sposate, sempre nel Paese iberico. Il tribunale minorile della capitale, con la sentenza che porta la firma dell'allora presidente Melita Cavallo, riconosce il diritto della mamma non biologica ad adottare la bambina partorita dalla sua compagna.

ARTICOLO SUI CASI PARTICOLARI. Non c'entra nulla la legge Cirinnà, che in quel momento è comunque ancora in discussione. Alla stepchild adoption si arriva applicando l' articolo sui «casi particolari» della legge sulle adozioni del 1983. La pronuncia viene confermata in appello e, a giugno del 2016, dopo analoghe pronunce da parte di altri giudici di merito, è la Cassazione a mettere il suo sigillo in nome del «preminente interesse del minore».

BIMBO NATO IN SPAGNA DA DUE DONNE. Tre mesi dopo è ancora la Suprema Corte a dare il via libera al riconoscimento dell'atto di nascita di un bimbo nato in Spagna con la procreazione assistita da due donne, che lì si erano anche sposate e poi avevano divorziato. Anche questa volta alla base delle ragioni della pronuncia c'è l'interesse dei bambini, comunque nati, ad avere entrambi i genitori e la considerazione che non c'è alcun «divieto costituzionale» che preclude alle donne dello stesso sesso «di accogliere e generare figli».

A TRENTO RICONOSCIUTI DUE PAPÀ. Dieci giorni fa è invece la Corte d'appello di Trento a riconoscere per la prima volta a due uomini la possibilità di essere considerati padri di due bambini nati all'estero con la maternità surrogata. Ennesima dimostrazione che in tema di diritti civili i giudici arrivano sempre prima della politica.

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