Lo schianto dell’aereo a Belgorod può trasformarsi in una trappola per Zelensky

Stefano Grazioli
25/01/2024

Se fosse confermato che L'Ilyushin russo precipitato trasportava prigionieri ucraini e che a colpirlo sono state le forze di Kyiv, allora per il presidente si metterebbe male. Tra stallo al fronte, ritardo degli aiuti, frizioni con l'esercito e l'entrata in vigore della nuova legge sulla mobilitazione, rischia di perdere il controllo che ancora mantiene sul Paese. L'analisi.

Lo schianto dell’aereo a Belgorod può trasformarsi in una trappola per Zelensky

Al momento la versione più plausibile sulla caduta dell’Ilyushin russo nella regione di Belgorod è che sia stato abbattuto dalle forze ucraine. Mosca ha subito accusato Kyiv, che prima ha ammesso, poi ritrattato e ora chiede un’inchiesta internazionale ben sapendo che è impossibile. «È ovvio che i russi giocano con la vita dei prigionieri ucraini, con i sentimenti dei loro parenti e con le emozioni della nostra società», ha detto Volodymyr Zelensky nel suo messaggio serale su Telegram.

Un “incidente” che ricorda a parti invertite l’abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines nel Donbass

La vicenda è simile, a parti invertite, all’abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines avvenuto nel 2014 a opera dei ribelli filorussi agli ordini di Igor Girkin. Sino a oggi il Cremlino ha negato di fronte all’evidenza ogni coinvolgimento e Girkin è finito nelle patrie galere per il suo fervore ultranazionalista che se piaceva a Evegeny Prigozhin è andato di traverso a Vladimir Putin, ma questa è un’altra storia. I contorni del caso attuale non sono definiti e restano avvolti nella guerra di propaganda che rende difficile decifrare i dettagli. Dando però, a grandi linee, per buona la versione russa, resta da capire se a bordo dell’aereo ci fossero davvero i prigionieri ucraini destinati al programmato scambio come afferma Mosca o missili russi come sostiene Kyiv. Oppure, più probabilmente, entrambi. Nella nebbia della disinfomacja ci si deve accontentare di questa ricostruzione, cercando di non farsi offuscare la vista dalle lenti di una o dell’altra parte.

Russia, aereo militare precipita nella regione di Belgorod: «A bordo oltre 65 prigionieri di guerra ucraini».
Russia, aereo militare precipita nella regione di Belgorod (X).

La mancanza di informazioni e le contraddizioni ucraine sull’aereo abbattuto

È certo però che la dinamica degli eventi e la relativa comunicazione fa propendere per ora la bilancia dalla parte di Mosca, partita all’offensiva, mentre Kyiv è costretta aa difendersi, anche dalla propria strategia informativa, o meglio dalla sua mancanza viste le dichiarazioni contraddittorie che hanno ricordato appunto la vicenda dell’MH17 precipitato nel Donbass quasi 10 anni fa con 298 persone a bordo. I 65 prigionieri ucraini di oggi sono però un macigno più pesante per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di quanto non lo fossero i passeggeri del volo malese per Putin. Sempre che sia confermato che si trovavano a bordo dell’Ilyushin e che ad abbatterlo siano state proprio le forze ucraine. Già la situazione per il capo di Stato è difficile, ci mancava solo un errore di questo genere per esacerbare l’atmosfera e incrinare gli equilibri nella Capitale. Dinamiche che potrebbero sfuggire al pieno controllo che Zelensky ancora detiene. Se le cose sono andate come sostiene la Russia e i soldati ucraini che stavano tornando a casa mercoledì vivi lo faranno fra qualche tempo in bare russe, allora il rimbalzo delle responsabilità potrebbe danneggiare e non poco il presidente.

L'aereo abbattuto a Belgorod può trasformarsi in una trappola per Zelensky
Soldati ucraini a Kharkiv (Getty Images).

Zelensky sempre più all’angolo tra stallo al fronte, ritardi negli aiuti e il rischio di instabilità sociale

Il 2024 non è iniziato bene alla Bankova: sul fronte del Donbass la Russia sta mettendo sempre più pressione e pare stia preparando una controffensiva per avanzare oltre il perimetro dei territori già conquistati, mentre su quello meridionale ha rafforzato le difese e bloccato la reazione ucraina; gli aiuti militari e finanziari tardano e anche quando saranno sbloccati potranno sì rafforzare la resistenza ucraina, non non porteranno al ribaltamento del tavolo con la ripresa delle regioni perdute, Crimea compresa, come continua a ripetere Zelensky. I problemi con i vertici militari, la perdita di consenso, il timore di instabilità sociale di fronte alla nuova legge sulla mobilitazione che entrerà in vigore a febbraio sono tutti elementi che sommandosi dipingono un quadro problematico che potrebbe essere ulteriormente scosso dal disastro, oggettivo e comunicativo, di Belgorod.