Affari di famiglia

Giuliano Di Caro
30/01/2011

Da James a Elisabeth: chi potrebbe succedere a Murdoch.

Affari di famiglia

Chi sostituirà un giorno Rupert Murdoch alla guida del suo impero? Il 79enne decano dei media, che pure sembra non avere nessuna intenzione di ritirarsi dal business, sta tuttavia preparando il terreno ai suoi figli. D’altronde nessuno, nemmeno lo squalo dell’editoria mondiale (leggi il ritratto di Rupert Murdoch), è eterno.

Dal predestinato Lachlan alla pecora nera James

Ma proprio quando tutti si erano convinti che il nome uscito sulla ruota potesse ormai essere soltanto uno, quello del 40enne James, il vecchio volpone di origini australiane ha spiazzato ancora osservatori e concorrenti. Secondo l’indiscrezione riportata da Bloomberg, Murdoch sarebbe in trattativa per comprare la Shine, società di produzione televisiva britannica fondata dalla figlia Elisabeth. Riportando così la 42enne nel cuore del’impero. Il rumor non è affatto di quelli peregrini: la mossa unirebbe motivazioni personali e strategiche, famiglia e business.
LA SAGA DELLA SUCCESSIONE. La successione in casa Murdoch, al pari di un’intricata saga familiare generata da una penna sudamericana, abbraccia un periodo di svariati anni in un incrociarsi di destini, affetto e ragione.
In principio fu Lachlan. Era lui, tra i sei figli del magnate, l’erede designato dell’impero paterno. Poi, però, nel 2005, il predestinato decise di ritirarsi dalla News Corp, dove lavorava come vice executive officer, investendo per conto suo in Australia e mantenendo un posto nel consiglio d’amministrazione della società del padre. Il figliol prodigo aveva passato la mano. «Spero che Lachlan ritorni, prima o poi», aveva dichiarato il vecchio Rupert non senza malinconia.
DI DELFINO IN DELFINO. Così il delfino di famiglia, all’inizio del nuovo secolo, divenne James: quello che aveva studiato nel Bronx prima di andare a Harvard, cedendo giocoforza alle pressioni dell’etichetta dell’aristocrazia degli affari. Lui che girava con l’orecchino e ascoltava l’hip hop negli auricolari e aveva fondato, con pochi spiccioli rispetto alla vastità del benessere familiare, una piccola etichetta discografica. Comprata dal padre, che vorrebbe fare lo stesso con la figlia Elisabeth. 
Il cavallo pazzo James, su cui nessuno avrebbe scommesso un tempo e che negli ultimi anni, un successo dopo l’altro ma non senza qualche battuta d’arresto, è diventato un pragmatico uomo chiave del colosso dei media. Oggi è a capo di News Corp Europa e Asia ed è diventato una sorta di prototipo del delfino perfetto: giovane, ambizioso, impavido all’idea di sporcarsi le mani parlando con gli impiegati di basso livello e di rispondere lui stesso alle telefonate di un call center del gruppo, per tastare il polso dell’uomo medio e tradurlo in pratiche e strategie di business.

Elisabeth l’indipendente amante delle sfide

Ma la manovra di Murdoch padre sembra chiara: riportare nella News Corp la talentuosa Elisabeth, 42enne fondatrice all’inizio del secolo di una casa di produzione televisiva indipendente che oggi vale 300 milioni di sterline, 350 milioni di euro. La Shine produce tra gli altri gli show Spooks e Hustle
L’USCITA NEL 2000. Elisabeth aveva lasciato BSkyB, di proprietà News Corp, nel 2000. E per inventarsi la sua creatura aveva investito una valanga di soldi di famiglia. È dal marzo dello scorso anno che Elisabeth ha iniziato ad accarezzare l’idea di un ritorno a casa. Ma non svenderà certo la sua indipendenza. Shine ha guadagnato quote di mercato in Gran Bretagna, ma è ancora nettamente più piccola rispetto ai rivali Endemol e Fremantle Media. Ecco perché Elisabeth, niente affatto ansiosa di farsi comprare dal paparino, sta perseguendo una strategia di espansione aziendale.
SHINE IN CRESCITA. La Murdoch ha assunto la Jp Morgan per una consulenza sulle opzioni strategiche da valutare, che includono acquisizioni e aumenti di capitale. Anche perché, secondo le indiscrezioni, papà Murdoch non è l’unico ad aver espresso interesse per la società di Elisabeth. «Stiamo valutando le opzioni di crescita, nell’ottica di un consolidamento internazionale» hanno fatto sapere dalla Shine, che nel 2009 ha registrato una crescita dei ricavi dell’8%, con 5,5 milioni di sterline di guadagni. 
Insomma, il ritorno a casa della figliol prodiga è tutt’altro che scontato. Elisabeth possiede il 53% della proprietà della casa di produzione, è ambiziosa e capace di attirare comunque investimenti verso la sua creatura. Come successo nel biennio 2006-2008, quando incassò un aumento di capitale di 45 milioni di sterline.
SPUNTA IL VICE. Se la News Corp dovesse davvero acquisire la Shine, non è chiaro quale ruolo potrebbe ricoprire Elisabeth, vista la posizione di primo piano del fratello James. A complicare il puzzle agli alti livelli dirigenziali c’è anche Chase Carey, attualmente il vice di Rupert.
Elisabeth, una cosa è certa, ha un gusto innato per le sfide imprenditoriali. Qualche anno fa ricevette 100 milioni di dollari, al pari dei ognuno dei suoi fratelli, dal padre Rupert, come indennizzo per consentire ai due figli della terza moglie del padre, Wendi Deng, di avere accesso al trust di famiglia.
Soldi che Elisabeth decise di reinvestire immediatamente, creando una serie di compagnie di produzione video, tra le quali la Ashes to ashes e la Kudos, case produttrici delle serie Reveille e Ugly Betty. No, non si siede sugli allori la 42enne di casa Murdoch. Una qualità in cui certamente si rispecchia il mogul Rupert, magnate con sovrabbondanza d’eredi.