Afghanistan, i talebani causano danni irreversibili alla scuola

Redazione
06/12/2023

Human Rights Watch lancia l’allarme sull’istruzione nel Paese. Sono tornate le punizioni corporali, diminuite invece le materie nel programma, con la rimozione di arte e sport. E le donne sono state sostituite da colleghi uomini non qualificati.

Afghanistan, i talebani causano danni irreversibili alla scuola

I talebani stanno causando «danni irreversibili» al sistema scolastico in Afghanistan. A lanciare l’allarme è Human Rights Watch, ong internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani nel mondo. Secondo l’ultimo rapporto, dalla presa di potere nel 2021 hanno provocato una forte regressione del programma di studio, con un calo non solo della qualità degli insegnanti, ma anche del numero di materie. Il divieto di lavoro per le donne avrebbe inoltre portato in classe colleghi uomini non qualificati, devoti più alle punizioni corporali per questioni di abbigliamento e comportamento che alla docenza. «Si rischia di perdere un’intera generazione, priva di istruzione di qualità», ha spiegato al Guardian Sahar Fetrat, una ricercatrice dell’organizzazione. «Il loro impatto perseguiterà il futuro della scuola in Afghanistan. È necessaria una risposta immediata ed efficace a livello internazionale».

Punizioni corporali agli studenti, programma antioccidentale e docenti impreparati. Così i talebani distruggono la scuola in Afghanistan
Un gruppo di bambine di reca a scuola in Afghanistan (Getty Images).

Punizioni corporali e programma antioccidentale, la scuola dei talebani in Afghanistan

Il nuovo rapporto di Human Rights Watch sottolinea una netta diminuzione delle materie nel programma. I talebani avrebbero infatti messo al bando le lezioni di sport e arte, oltre che di educazione civica. Drastico anche il cambiamento nella filosofia dello stesso corso di studi, focalizzato principalmente a combattere gli «standard occidentali e non islamici». Per questo motivo, il regime ha cancellato gli argomenti inerenti le fedi differenti da quella musulmana, i temi che promuovevano democrazia e abbigliamento differente da quello «canonico e afghano». Al bando anche gli autori della letteratura anglosassoni, tra cui Shakespeare.

In costante aumento le punizioni corporali nei confronti degli studenti. Come sottolinea il nuovo rapporto di Human Rights Watch, in Afghanistan i ragazzi rischiano di essere picchiati, schiaffeggiati e frustati sui piedi soltanto perché scoperti in possesso di uno smartphone. Rigido anche il dresscode, che prevede di presentarsi con il taglio di capelli afghano e un abbigliamento esclusivamente nero. «Indossare qualcosa di colorato è considerato un peccato», ha spiegato Zaman, uno studente di Herat. «Camicie e T-shirt, come le cravatte, sono un crimine». Le punizioni sono spesso pubbliche e avvengono in classe oppure durante le assemblee plenarie mattutine.

Molti studenti sono spinti a lavorare per combattere la crisi economica

La paralizzante e crescente crisi economica, su cui pensano anche siccità e conflitti, sta spingendo sempre più ragazzi ad abbandonare gli studi per iniziare a lavorare. Secondo Human Rights Watch, circa 28 milioni di cittadini in Afghanistan hanno bisogno di assistenza urgente, di cui 6 milioni sono sull’orlo della carestia. Il clima di tensione ha spinto sempre più studenti in depressione oppure in costanti stati di ansia emotiva, complicando anche la loro salute. La situazione è più difficile per le donne, per cui è precluso l’accesso alle scuole superiori, con ripercussioni severe sul mondo del lavoro tra cui la sanità. Un rapporto di Acaps, una ong che fornisce analisi umanitarie, ha riferito che le promesse dei talebani di allentare i divieti alle donne si sono rivelate meramente simboliche, in quanto mai realmente attuate.