Agata Scuto, scomparsa nel 2012 ad Acireale: condannato all’ergastolo l’ex compagno della madre

Redazione
16/01/2024

L'uomo, Rosario Palermo, l'avrebbe uccisa per nascondere la gravidanza della ragazza, con cui avrebbe avuto una relazione segreta. L'avvocato del 63enne: «Ricorreremo in appello».

Agata Scuto, scomparsa nel 2012 ad Acireale: condannato all’ergastolo l’ex compagno della madre

Il Tribunale di Catania ha condannato all’ergastolo Rosario Palermo, 63 anni, unico indagato per la scomparsa e l’omicidio di Agata Scuto. La sentenza di primo grado è arrivata nella mattinata di martedì 16 gennaio 2024, 11 anni e mezzo dopo i fatti. Accolte le richieste del pm Francesco Puleio. Rosario Palermo è l’ex compagno della madre di Agata. Del caso si è occupato più volte il programma televisivo Chi l’ha visto?, presente con i propri reporter in aula, insieme ai legali dell’associazione Penelope Sicilia e a quelli di Penelope Italia Odv, parte civile al processo.

L’intercettazione ambientale raccolta dal gip di Catania

Decisiva pare un’intercettazione ambientale, citata anche dal gip di Catania nell’ordinanza con cui ha stabilito che Palermo venisse arrestato. L’uomo avrebbe confessato le proprie responsabilità in automobile, riflettendo a voce alta e dichiarando: «Abbiamo trovato la ragazza, morta… il corpo l’abbiamo trovato in un casolare nelle campagne di Pachino.. l’abbiamo trovata strangolata. È morta strangolata e bruciata. E ora ci facciamo l’autopsia». Una prova, per il gip, che nel documento ha scritto: «All’interno della propria autovettura spaventato dal suo possibile arresto, manifestava il proprio timore che il corpo di Agata Scuto venisse trovato in un casolare a Pachino. E che si accertasse che la stessa era stata strangolata e bruciata. Riflettendo sulla necessità, inoltre, di recarsi sul luogo per verificare cosa fosse rimasto del cadavere».

Il legale di Palermo: «Ricorreremo in appello»

L’avvocato di Rosario Palermo, dopo la sentenza, ha spiegato che presenterà ricorso. Ha dichiarato: «Sicuramente ricorreremo in appello. Rispettiamo la sentenza ma non la condividiamo, altri commenti sono superflui in questo momento, dobbiamo prima leggere le motivazioni». Poi il giornalista di Chi l’ha visto? ha chiesto se lo stesso Palermo non sia stato «il più grande accusatore di se stesso». Il riferimento è proprio all’intercettazione ambientale citata dal gip di Catania.

Il legale ha risposto: «Voi ritenete che Rosario Palermo ha confessato, ed evidentemente l’ha ritenuto anche la Corte d’Assise. Noi riteniamo che in quelle intercettazioni non ci sia la confessione perché ricordo che ci sono altre dichiarazioni in cui esclude la sua colpevolezza e di non essere stato lui. Quale delle due è veritiera? Noi riteniamo che quello sia stato uno sfogo di una persona sotto stress e che abbia dato una rappresentazione parallela di due possibili epiloghi, uno in cui veniva condannato e l’altro in cui era estraneo ai fatti».

Cos’è successo il 4 giugno del 2012

La storia risale a quasi 12 anni fa. Il 4 giugno del 2012, ad Acireale, Agata Scuto è scomparsa improvvisamente. La madre, nella denuncia, ha raccontato all’epoca di aver lasciato la ragazza, con disabilità cognitive e fisiche, da sola a casa e di non averla più trovata. Poi la denuncia è stata ritirata e ne è stata presentata un’altra, sulla base di quanto dichiarato dall’allora compagno della donna, che diceva di aver visto la ragazza. Nel 2022, grazie anche al programma televisivo, il caso è stato riaperto e si è arrivati all’arresto dell’uomo. Per l’accusa avrebbe commesso l’omicidio per evitare che si sapesse che la giovane, con cui avrebbe avuto una relazione di nascosto, era rimasta incinta.