Agca accusa il Vaticano

Redazione
20/10/2010

Ali Agca contro il Vaticano, atto secondo. Il turco 52enne, che il 13 maggio 1981 premette il grilletto contro papa...

Agca accusa il Vaticano

Ali Agca contro il Vaticano, atto secondo. Il turco 52enne, che il 13 maggio 1981 premette il grilletto contro papa Giovanni Paolo II ferendolo gravemente, ha sparigliato le carte un’altra volta fornendo la propria versone dell’attentato.
Il 9 novembre ha raccontato all’emittente di Ankara Trt che la mente del tentato omicidio al Pontefice era interna allo Stato ecclesiastico: «Sicuramente il governo del Vaticano stava dietro al tentativo di assassinio del Papa. Lo aveva deciso il cardinale Agostino Casaroli», ha affermato l’ex lupo grigio.
Il terrorista, che per gli spari di piazza San Pietro è stato condannato all’ergastolo (indultato, dopo 19 anni di detenzione, dall’allora presidente Ciampi), non ha fornito spiegazioni circa il movente dell’assassinio, ma si è invece dilungato nel racconto di altri dettagli. Stando alla sua ricostruzione, il segretario di Stato Casaroli si servì di un intermediario interno alla Chiesa, Padre Michele, per sviluppare il proprio piano.
«Ho fatto delle prove per l’attentato assieme a Padre Michele e a un altro agente del Vaticano. Mi sono riunito con lui diverse volte e siamo anche stati in piazza San Pietro per pianificare l’attentato». Secondo Agca, la veridicità delle sue dichiarazioni sarebbe provata dal fatto che quando gli fece visita in carcere Giovanni Paolo II non chiese nulla sull’attentato, consapevole delle responsabilità interne.

Le ipotesi sul ruolo dei servizi segreti

L’ultima sortita del turco, che già in passato aveva dimostrato una certa inclinazione alle rivelazioni choc come quelle sul rapimento di Emanuela Orlandi, elimina dal quadro accusatorio sia la Cia che il Kgb, a lungo ritenuti possibili armatori della sua mano: secondo ricostruzioni accreditate, i servizi segreti furono coinvolti in un complotto mirato a far affondare l’Unione Sovietica.
A confutare la teoria di Agca sull’implicazione di Casaroli contribuiscono però alcuni rapporti dell’intelligence italiana resi noti nel 1998, che rivelarono che proprio il Segretario vaticano era stato a lungo tenuto sotto controllo dal Kgb. Dalle carte risultò che per destabilizzare la chiesa Cattolica, i servizi presero in considerazione l’ipotesi di agire contro di lui e contro il Papa, eventualmente anche eliminandoli fisicamente.
Le accuse non furono tuttavia mai provate, e le interrogazioni dell’allora primo ministro Giulio Andreotti al presidente Michail Gorbaciov non trovarono riscontri.
Ali Agca, estradato dall’Italia nel 2000, ha scontato altri anni di prigione in Turchia per un precedente omicidio e altre incriminazioni; liberato nel gennaio 2010, è stato ritenuto incapace di intendere e volere.