L’Agcom ha multato Google e Twitch per aver pubblicato video e spot sul gioco d’azzardo

Redazione
12/12/2023

Le due società sono state ritenute responsabili perché avevano sottoscritto accordi commerciali. Archiviata la posizione di TikTok, che non aveva alcun contratto con i creator che hanno diffuso le pubblicità. I contenuti sono stati rimossi.

L’Agcom ha multato Google e Twitch per aver pubblicato video e spot sul gioco d’azzardo

L’Agcom ha multato Google e Twitch per aver infranto l’articolo 9 del decreto Dignità del 2018, con cui si vieta la pubblicizzazione del gioco d’azzardo. L’Autorità ha chiuso i due procedimenti, partiti dopo «numerose segnalazioni». Le sanzioni sono diverse. Google dovrà pagare una multa da due milioni e 250 mila euro. Meno pesante, invece, quella comminata a Twitch: 900 mila euro. Secondo l’Agcom, i controlli negli ultimi mesi «hanno accertato la presenza di oltre 80 canali YouTube e Twitch contenenti più di 20.000 video che pubblicizzavano slot-machine, gioco d’azzardo, scommesse sportive e gratta e vinci».

L'Agcom ha multato Google e Twitch per aver pubblicato video e spot sul gioco d'azzardo
Il logo di Twitch (Getty Images).

Archiviata la posizione di TikTok

L’Autorità garante delle comunicazioni ha punito Google e Twitch perché ritenute responsabili in qualità di titolari del mezzo di diffusione dei video pubblicati. Per le clip, diffuse da soggetti terzi, erano in vigore specifici contratti di partnership commerciale. Agcom ha spiegato che è proprio l’accordo a generare la responsabilità sul contenuto e che i video sono stati rimossi. Inoltre l’autorità ha «ordinato alle piattaforme di rimuovere e impedire il caricamento da parte di quei soggetti di analoghi video violativi». Una disposizione vigente grazie al Regolamento per i servizi digitali. Archiviata la posizione di TikTok per «l’assenza di un rapporto contrattuale con i 30 content creator che hanno effettuato il caricamento dei contenuti contestati».

Capitanio chiede maggiore responsabilità alle piattaforme

A spiegare quanto deciso dall’Agcom è stato il commissario Massimiliano Capitanio: «Le piattaforme siano più responsabili dei contenuti che vengono pubblicati. Conosco benissimo il lavoro che viene fatto quotidianamente per rendere la Rete un ambiente bello e sicuro, ma forse serve qualche sforzo in più. Queste delibere non si limitano a imporre sanzioni nei confronti degli OTT per violazione del decreto di dignità, ma rappresentano un attribuzione di responsabilità in capo alle piattaforme quando sussistono partnership commerciali. Il Programma partner di YouTube (YPP) e la partnership proposta da Twitch ne sono un chiaro esempio».

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Massimiliano Capitanio, commissario Agcom (Imagoeconomica).