Aggressione fascista contro i giornalisti dell'Espresso

Aggressione fascista contro i giornalisti dell’Espresso

07 Gennaio 2019 17.44
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Il leader romano di Forza Nuova, Giuliano Castellino, e quello di Avanguardia Nazionale Vincenzo Nardulli sono stati denunciati dalla polizia in seguito all'aggressione denunciata dall'Espresso ai danni del giornalista Federico Marconi e del fotografo Paolo Marchetti, avvenuta il 7 gennaio al cimitero romano del Verano, durante la commemorazione delle vittime di Acca Larentia. I due sono accusati di minaccia, lesioni personali e violenza privata. Castellino è stato denunciato anche per aver violato la sorveglianza speciale cui era sottoposto. Secondo la ricostruzione della questura in tutto otto persone, tra le quali Castellino e Nardulli, avrebbero discusso animatamente con Marchetti perché stava riprendendo le fasi della cerimonia. Gli agenti, dopo aver calmato gli animi, avrebbero accompagnato il fotografo all'esterno del cimitero, per evitare che la situazione potesse degenerare. Marchetti, sul momento, avrebbe dichiarato di non aver subìto «alcuna minaccia o lesione». Ma successivamente si è rivolto alla Digos, accompagnato da Marconi, per denunciare l'aggressione. Al fotografo sono stati refertati tre giorni di prognosi per alcune contusioni.

SALVINI EVOCA LA GALERA PER I VIOLENTI

A dare notizia dell'aggressione era stato lo stesso settimanale sul proprio sito web, spiegando che alcuni esponenti di «Avanguardia Nazionale e il capo di Forza Nuova Roma» avevano colpito «con calci e schiaffi il cronista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti». Tra gli assalitori, aveva scritto ancora il settimanale, «c'era anche il capo romano di Forza Nuova Giuliano Castellino, che nonostante sia sottoposto al regime di sorveglianza speciale si trovava sul luogo infrangendo il divieto imposto». Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, aveva commentato così: «Chi mena le mani deve andare in galera».

Castellino si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi

L'Espresso ha ricostruito l'intero contesto in cui è avvenuta l'aggressione: «Alle 14.30 si erano riuniti membri del movimento neofascista Avanguardia Nazionale insieme a Forza Nuova e Fiamme Nere, per commemorare 'tutti i camerati assassinati sulla via dell'onore'. Il riferimento è anche ai militanti del fronte della gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, del Movimento sociale italiano uccisi davanti alla sede Acca Larentia il 7 gennaio 1978». Dopodiché «alcuni esponenti dell'estrema destra si sono avvicinati a Marchetti. Con spinte e pesanti minacce gli hanno intimato di consegnargli la scheda di memoria della macchina fotografica».

IL GRIDO «L'ESPRESSO È PEGGIO DELLE GUARDIE»

I neofascisti avrebbero gridato: «L'Espresso è peggio delle guardie». E alcuni avrebbero accerchiato il giornalista Federico Marconi: «Tra questi il capo di Forza Nuova Roma, Giuliano Castellino, incredibilmente libero di muoversi come se nulla fosse nonostante sia sorvegliato speciale. È probabilmente questa la causa dell'aggressione. Perché avremmo documentato la piena violazione della restrizione». Castellino «si è avvicinato al nostro cronista e lo ha preso per il collo. Altri lo hanno spintonato, tirandogli anche un calcio sulle gambe e una serie di schiaffi. E ancora il capo di Forza Nuova insieme a un vecchio militante di Avanguardia Nazionale ha preso al giornalista il cellulare e il portafoglio per identificarlo. Dal telefono hanno cancellato foto e video della giornata».

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