I malcapitati Lollobrigida e Meloni e la beffa degli agricoltori che gli si sono rivoltati contro

Paolo Madron
06/02/2024

I 400 COLPI. La destra le marce su Roma le faceva, oggi le subisce. E pensare che la categoria dei trattoristi era un fedele bacino di consenso. Ora premier e cognato devono chiedere conto al fedele Prandini di Coldiretti e fare qualche gioco delle tre carte per spostare le risorse e tenere buono chi protesta. Fratelli d'Italia nel panico: balla almeno un milione e mezzo di voti per le Europee.

I malcapitati Lollobrigida e Meloni e la beffa degli agricoltori che gli si sono rivoltati contro

Per questioni di lignaggio, ossia andando là dove affondano le radici culturali e ideologiche di molta destra oggi al potere, le marce su Roma si fanno, non si subiscono. C’è da immaginare quindi lo sconcerto del Palazzo di fronte all’invasione dei trattori che in queste ore sta bellicosamente puntando sulla capitale. Anzi, sulle capitali, perché avviene nella settimana dell’anno in cui le capitali sono due. Oltre Roma c’è Sanremo e il suo Festival, dove da tempo all’immaginario canoro si è sostituito quello collettivo, e quindi dentro ci sta tutto, anche le proteste degli agricoltori i cui rappresentanti, pare, saliranno con tutti gli onori sul palco e la canteranno ai politici.

Le grida di poche teste calde sono diventate un movimento collettivo

Giorgia Meloni, in trasferta giapponese, è interdetta, giustamente preoccupata e anche discretamente incazzata. Mai avrebbe immaginato che la categoria che costituisce il suo più forte bacino di consenso le si sarebbe rivoltata contro. Francesco Lollobrigida dove sei? I cognati, quando servono, non si fanno mai trovare. La domanda se la sono fatti anche i trattoristi, issando cartelli che invitano il titolare dell’Agricoltura a battere un colpo. Il quale, immaginiamo, si starà interrogando sul che fare. Non prima di aver chiesto conto alla Coldiretti dell’osmotico Ettore Prandini (tra i due la simbiosi era perfetta) perché una protesta inizialmente derubricata alle grida di poche teste calde stia assumendo le dimensioni di un movimento collettivo.

I malcapitati Lollobrigida e Meloni e la beffa degli agricoltori che gli si sono rivoltati contro
La protesta degli agricoltori (Imagoeconomica).

Bisogna trovare i soldi, ma sapendo che la coperta è corta

Mai immaginava, il malcapitato Lollobrigida, che la terra così strenuamente difesa dall’euroburocrazia e dall’impostura del geneticamente modificato gli si sarebbe così protervamente rivoltata. Mai che dopo essersi speso per la strenua difesa del made in Italy spinta al parossismo (l’idea di mandare in orbita la pasta italiana per poi banchettare su Marte) avrebbe dovuto fare i conti con tanta ingratitudine. Ora gli tocca aprire un altro focolaio di scontro dentro al governo perché, certo, si possono dare incentivi e alleggerire l’Irpef, ma i soldi bisogna trovarli con la clausola che i saldi di bilancio – ha perentoriamente avvertito il Mef – restino invariati. Il che vuol dire che per dare bisogna togliere da qualche altra parte, tirando una coperta che già di suo è molto corta.

I malcapitati Lollobrigida e Meloni e la beffa degli agricoltori che gli si sono rivoltati contro
Francesco Lollobrigida e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

I cittadini battono le mani e simpatizzano con i trattoristi

La grana arriva in piena campagna elettorale per le Europee di giugno 2024, dove tra l’altro Fratelli d’Italia pensava di candidare anche Prandini portandosi così a casa il milione e mezzo di voti che fanno riferimento alla Coldiretti. Quindi bisogna risolverla in tempi stretti, anche considerando il favore con cui è stata accolta da buona parte dell’opinione pubblica. Lungo le strade percorse dai trattori in marcia, i cittadini battono le mani e simpatizzano con le ragioni della protesta. Sono gli stessi che gridano allo scandalo e invocano draconiani provvedimenti quando al supermercato si trovano frutta e verdura rincarate. Ma tant’è, ora sull’indole del consumatore prevale quella del cittadino solidale, e questa empatia è un motivo di preoccupazione in più per il governo, specie se a enfatizzarla ci si mette anche il presentatore del Festival. Come fermarla? Schierare attorno ai Palazzi del potere cordoni di poliziotti pronti a usare la forza o conciliare? Bastone o carota? La pubblicità dell’Esselunga ha già dato la risposta.