Ahmadinejad silura ministro degli Esteri

Redazione
14/12/2010

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmedinejad il 13 dicembre ha licenziato il suo ministro degli Esteri, Manuchehr Mottaki, nominando come sostituto...

Ahmadinejad silura ministro degli Esteri

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmedinejad il 13 dicembre ha licenziato il suo ministro degli Esteri, Manuchehr Mottaki, nominando come sostituto ad interim l’attuale responsabile dell’agenzia Atomica iraniana, Ali Akbar Salehi.
Il portavoce del ministero, Ramin Mehman-Parast, ha comunque dichiarato che «non vi saranno cambiamenti» nella politica iraniana sul nucleare né nella linea di politica estera dopo la rimozione di Manuchehr Mottaki.
Non sono per ora noti i motivi della rimozione del ministro degli Esteri. «Apprezzo la sua diligenza e i servizi resi come ministro degli Esteri» ha scritto in una lettera a Mottaki il presidente Ahmadinejad.
Eppure striscianti contrasti tra i due esistevano da mesi, secondo quanto hanno più volte riferito fonti di stampa e diplomatiche a Teheran. Anche il sito Internet progressista Mardomsalari sostiene che Mottaki si sia dimostrato eccessivamente critico verso le politiche di Ahmadinejad. «Mottaki non è riuscito a conformarsi alle vedute del presidente e alla sua politica estera», si legge sul sito.
Un episodio particolarmente eclatante era stata quest’anno la costituzione in seno all’ufficio di presidenza di un ‘consiglio per la politica estera’ guidato dal capo di gabinetto di Ahmadinejad, e suo fedelissimo, Esfandiar Rahim-Mashai, che in sostanza si appropriava di alcune delle funzioni del ministero degli Esteri. In quell’occasione era anche circolata voce che Mottaki potesse dimettersi o essere silurato. Ma, sottolineano fonti diplomatiche, rimase in carica probabilmente grazie al sostegno della Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, a cui era considerato molto vicino.
Questa situazione sarebbe cambiata, per motivi sconosciuti.
Alcuni siti sottolineano infatti che difficilmente la rimozione di Mottaki sarebbe potuta avvenire senza il beneplacito dello stesso Khamenei, al quale Salehi è considerato vicino.