Aiuti alla Grecia, Berlino chiude i rubinetti

Redazione
18/08/2012

Nessuna modifica al piano di salavataggio della Grecia, il governo di Berlino ha chiuso porte e rubinetti ad Atene.La Germania...

Aiuti alla Grecia, Berlino chiude i rubinetti

Nessuna modifica al piano di salavataggio della Grecia, il governo di Berlino ha chiuso porte e rubinetti ad Atene.La Germania rifiuta sia l’ipotesi di un terzo programma sia la concessione di più tempo per risanare le finanze. «Non è pensabile mettere a punto un nuovo programma per la Grecia», ha dichiarato, il 18 agosto, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Schaeuble ha sottolineato che ci sono dei «limiti agli aiuti» che possono essere concessi ad Atene.
«I governi della zona euro sarebbero stupidi se non pensassero ad un piano d’emergenza nel caso in cui le iniziative per risolvere la crisi dovessero fallire», ha dichiarato Schaeuble con un chiaro riferimento alla possibilità di uscita della Grecia dall’euro.
Eppure sulla via di Berlino c’è un ostacolo: il presidente francese, Francois Hollande, cioè il secondo contribuente dell’Eurozona. Hollande, infatti, dovrebbe vedere la cancelliera tedesca Angela Merkel giovedì 23 agosto a Berlino per discutere del dossier greco. 
LA SPACCATURA TRA NORD E SUD. Secondo quanto riporta il Welt am Sonntag, per il governo tedesco è impensabile accordare una proroga ad Atene perché comporterebbe un aumento di spesa per i suoi creditori. Il ministro degli Esteri Guido Westerwelle ha chiarito che il governo tedesco non farà concessioni al premier greco Antonis Samaras, atteso a Berlino dopo Hollande, il 24 agosto.
Un ammorbidimento delle riforme ‘nella sostanza’ non viene preso in considerazione, ha detto Westerwelle.
Atene ha quindi tempo fino al 2014, secondo gli impegni già presi, per risanare il bilancio. E così la pensano anche Finlandia, Estonia e Slovacchia. Al contrario, Hollande e alcuni Paesi del sud sarebbero pronti a concedere ad Atene nuovi aiuti per evitare la sua uscita dall’euro.
I tedeschi sono consapevoli che la spaccatura tra Nord e Sud Europa non va sottovalutata. Tanto che i politici di Berlino hanno imparato ad ammorbidire i toni.
SOLIDARIETÀ ALLA GRECIA. Lo stesso Schaeuble ha messo in guardia  dell’arroganza nei confronti dei paesi europei in crisi. «Anche noi diamo delle fregature a volte, anche noi violiamo le regole». È del tutto insensato, secondo il ministro, dipingere i paesi del Sud come «cialtroni». Il ministro delle Finanze ha invocato «più rispetto», ricordando che la Germania appartiene a quei paesi che hanno approfittato della moneta unica. Mentee quello degli Esteri ha ribadito solidarietà e profonda comprensione per i cittadini greci: «La gente in Grecia non è responsabile del fatto che chi aveva la responsabilità non si è comportato nel modo giusto».
Ma, al di là delle parole, la volontà politica tedesca è destinata a rivelarsi nel confronto con la Francia.
POSSIBILE RITORNO ALLA DRACMA. Da parte sua il presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, ha definito il ritorno di Atene alla dracma  «tecnicamente» possibile, ma con rischi politici «imprevedibili», come aveva d’altra parte affermato anche lo scorso 7 agosto.
In un’intervista al quotidiano Tiroler Tageszeitung il premier lussemburghese ha specificato che non ha senso speculare su scenari di questo tipo, ma non ha  escluso una ‘Grexit’ nel caso in cui gli ellenici «violassero tutte le regole e non rispettassero nessun accordo».