Perché Al Bano è considerato una minaccia per la sicurezza ucraina

11 Marzo 2019 11.00
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Il ministero della Cultura ucraino ha inserito anche il cantante Al Bano nella lista degli individui che considera una minaccia alla sicurezza nazionale. La lista nera è compilata e aggiornata dal ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della tivù e radio nazionali. Nella black list ci sono ora 147 persone. Al Bano e Romina Power negli Anni 80 e 90 erano molto famosi nei Paesi dell'ex Unione Sovietica.

IL SOSTEGNO ALLA RUSSIA E A PUTIN

In passato, Al Bano ha più volte espresso la sua vicinanza alla Russia e la sua stima per il presidente Vladimir Putin. Nel 2014, ad esempio, era stato netto: «Le sanzioni alla Russia? Inutili e dannose. Putin è un uomo che ha cambiato in meglio il Paese, poi se vuoi mantenere il potere ogni tanto devi usare il pugno di ferro in un guanto di velluto». Al termine di uno show a Mosca, nel quale era tornato a esibirsi con l'ex moglie Romina Power, Al Bano aveva spiegato: «Io sono stato in Urss, la Russia di oggi è diversissima, il cambiamento si vede. Putin poi ha bloccato la guerra in Siria dopo che il buon Obama voleva farla».

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E sulle sanzioni contro Mosca per il suo ruolo nella crisi ucraina, Al Bano aveva aggiunto: «Non bisogna darsi la zappa sui piedi, altrimenti se ne vanno via le dita. Bisogna capire l'anima del popolo russo, che ha un amore stupendo per l'Italia». Nel 2017, il cantante di Cellino San Marco è stato l’unico artista straniero a esibirsi durante le celebrazioni per i 100 anni del Kgb, alla presenza del presidente russo. «Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male».

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