Monia Melis

Sospesa la lista del candidato sindaco M5s a Cagliari

Sospesa la lista del candidato sindaco M5s a Cagliari

Dopo le polemiche per il post contro l'aborto, Alessandro Murenu perde la certificazione per il voto del 16 giugno. Troppo alto il rischio flop e l'effetto boomerang sulle Europee. 

16 Maggio 2019 10.40

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Prima la sospensione del profilo Facebook, poi la scomparsa della sua lista dall'elenco di quelle certificate dalla piattaforma web del M5s OpenComuni su Rousseau. E così a Cagliari il Movimento cinque stelle rischia di non partecipare alla sfida per il Comune il 16 giugno. Lasciando la gara al centrosinistra che punta su Francesca Ghirra e al centrodestra che candida Paolo Truzzu.

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LE POLEMICHE PER IL POST CONTRO L'ABORTO

Al centro il caso del candidato pentastellato che era stato scelto dopo settimane di assemblee infuocate, con colpi di scena e passi indietro forzati pure su un nome femminile a sorpresa. Ad averla vinta (per poco) era stato Alessandro Murenu: 58 anni, cardiochirurgo dell'ospedale cittadino Brotzu. Padre di sei figli da due diversi matrimoni, molto vicino agli ambienti cattolici.

Il medico poco più di un mese fa aveva condiviso sulla sua bacheca una card che recitava così: «Chiamare l'aborto un 'diritto della donna' equivale ad affermare che la lapidazione è un 'diritto dell'uomo'». Posizione inequivocabilmente contro la legge 194 che aveva scatenato polemiche social (e non solo). A cui si era aggiunta un'altra dichiarazione contro le unioni civili gay che «non possono essere ritenute omogenee al matrimonio».

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IL RISCHIO DI BOOMERANG PER LE EUROPEE

Mentre i meme continuavano a girare, nelle chat degli attivisti ferveva il malcontento fino alla presa di posizione del diretto interessato. In una nota ha puntato il dito sulla macchina del fango attivata per «frasi decontestualizzate». Ma non è bastato né alla Base sarda, né – soprattutto – a quella romana in contatto diretto con l'establisment isolano tra cui spicca la deputata Emanuela Corda. Da Roma pare così sia arrivato il diktat sulla sospensione. il timore non era solo sul flop alle urne ma l'inquinamento in vista delle Europee. Un peccato considerato il risultanto incoraggiante ottenuto alle ultime Amministrative siciliane.

LA "PROFEZIA" DI PUDDU E IL PRECEDENTE DEL 2014

A meno di due giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, è difficile si trovi un piano B per i 5 stelle cagliaritani, finora all'opposizione. D'altronde un esperto delle dinamiche interne come il coordinatore M5s sull'Isola Mario Puddu – ex sindaco di Assemini, ex candidato governatore nel 2019 (ha rinunciato dopo la condanna per abuso d'ufficio) e già coordinatore della campagna elettorale per le Politiche – l'aveva già detto in itinere: «Se non ci sono le condizioni non siamo costretti a presentarci». Con un precedente noto: era già successo per le Regionali del 2014. Senza però il dietrofront a nomi fatti.

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