Frizioni nel governo sulla legittima difesa

Frizioni nel governo sulla legittima difesa

19 Settembre 2018 12.20
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Sulla legittima difesa il guardasigilli Alfonso Bonafede torna a frenare l'iperattivismo dell'alleato Matteo Salvini. La volontà del governo, ha ricordato, è di «cambiare la legge», sulla quale «il ministro dell'Interno non ha competenze». «C'è la volontà di migliorare la legge», ha aggiunto a L'Aria che tira, «al Senato sono depositati 8 disegni di legge e M5s e Lega stanno lavorando per un testo equilibrato». Il ministro dell'interno, ha ricordato l'esponente pentastellato, «si occupa della sicurezza dei cittadini e di prevenire il fatto che un losco individuo entri nella casa di una persona onesta. Al ministero della Giustizia spetta invece, quando lo Stato ha fallito e una persona è entrata nella casa di qualcuno, fare tutto per garantire al cittadino di non doversi difendere per tre gradi di giudizio dall'accusa di essersi difeso». Per questo motivo il Viminale non ha competenza sulla legittima difesa.

LA RISPOSTA ALL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

Sulla modifica della legge sulla legittima difesa si era espressa anche l'Associazione nazionale magistrati. «Si rischia di legittimare l'omicidio», di «fondare una giustizia fai da te», aveva messo in guardia davanti la commissione Giustizia di Palazzo Madama il presidente dell'Anm Francesco Minisci. «È opportuno fermarsi e riflettere», aveva aggiunto, ribadendo che l'attuale legge va bene: «Non c'è la necessità di ulteriori interventi normativi». Parole che non sono piaciute a Bonafede. «Una frase sbagliata e molto generica», ha commentato il ministro. «Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati ha tutto il diritto di esprimere perplessità, ci mancherebbe ma la frase è generica e non dice nulla del testo».

LA PRESA DI DISTANZA DOPO L'ATTACCO DI SALVINI AI GIUDICI

Il Guardasigilli e il M5s avevano preso le distanze da Salvini quando, dopo l'avviso di garanzia per sequestro di persona aggravato e l'ok del sequestro dei fondi della Lega, aveva attaccato la magistratura. «Io non commento mai i singoli casi», aveva detto Bonafede. «In generale devo dire che un ministro può ritenere che un magistrato stia sbagliando nei suoi confronti, ci mancherebbe, però rievocare politicizzazioni, pensare che un magistrato sbaglia perché è una toga di destra o di sinistra significa andare fuori dal tempo». E, ancora: «Io non credo sinceramente che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi e siccome sta scrivendo insieme a noi il cambiamento del Paese non può pensare di far tornare l'Italia alla seconda Repubblica».

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