Alfredo, el mediator

Giuliano Di Caro
30/01/2011

Chi è Rubalcaba, il candidato socialista per il dopo-Zapatero.

Alfredo, el mediator

Nella vita, prima di diventare ministro dell’Interno spagnolo, Alfredo Perez Rubalcaba era docente di chimica presso l’università di Madrid. Sarà per via della sua familiarità con i legami tra elementi differenti che Rubalcaba è noto come un talentuoso mediatore. Dote che, ormai è praticamente ufficiale dopo i titoli in prima pagina de media spagnoli, lo porterà a correre per il posto di primo ministro dopo l’investitura del partito socialista iberico.
Rubalcaba, fortemente voluto da Zapatero prima alla guida della campagna elettorale del 2004 e poi come ministro e vicepremier, sembra essere la figura chiave della strategia futura della sinistra spagnola. 
ZAPATERO IN CADUTA LIBERA. Già nell’ottobre scorso Zapatero aveva deciso di scommettere su di lui. Ministro dell’Interno da quattro anni, a sorpresa aveva ottenuto la poltrona di vicepremier nel rimpasto di governo: un’investitura che sapeva già di futuro (leggi l’articolo sul rimpasto del governo Zapatero).
I sondaggi, a proposito di futuro, sono impietosi con il premier, icona del centrosinistra europeo: l’80% degli spagnoli non vorrebbe la sua ricandidatura, e il 43% di chi ha votato socialista all’ultima tornata elettorale non rivoterebbe il partito se il candidato fosse lui.
Le prossime elezioni del marzo hanno obbligato così a puntare su un cavallo meno compromesso, l’unico che potrebbe limitare i danni o addirittura, ipotizzano alcuni sondaggi, vincere di misura.

Da portavoce Psoe a vicepremier

Nel corso della sua lunga carriera il 60enne Rubalcaba è stato membro del Parlamento tra gli scranni dei socialisti, e ha prestato servizio come ministro della Scienza e dell’educazione prima e della Presidenza poi, sotto il governo socialista di Felipe Gonzalez.
Al ritiro di Gonzalez, Rubalcaba è stato uomo chiave dello staff socialista di Joaquim Almunia, predecessore di Zapatero alla guida della sinistra iberica. L’attuale premier spagnolo ha poi affidato alle sue capacità strategiche la corsa elettorale del 2004, la cui vittoria ha inaugurato l’era Zapatero in Spagna.
IL TESSITORE DELLA POLITICA. Strategia è precisamente la parola chiave associata, da alleati e avversari, a Rubalcaba. Per questo motivo, a sorpresa, dopo la vittoria l’allora neopremier decise che le sue doti di mediazione sarebbero state molto più utili, almeno all’inizio del nuovo corso socialista al governo, negli uffici e nei corridoi del Parlamento che non dietro a una scrivania da ministro.
Rubalcalba divenne così portavoce del Partito socialista. Sembrò un incarico secondario. E invece, in quella veste, Rubalcaba giocò un ruolo fondamentale nella tessitura di rapporti con i partiti minori, lavoro cruciale per la formazione del nuovo governo. Zapatero, insomma, ci aveva visto lungo.

Il controllo delle spinte autonomiste

Altra sfida vinta è stata la sua mediazione tra Stato centrale e Catalogna nella definizione del nuovo statuto, giudicato infine soddisfacente da entrambe le parti. Un’affermazione di grande importanza, che ha confermato le capacità diplomatiche del chimico Rubalcaba.
In Spagna le regioni hanno una fortissima identità territoriale e culturale, così come molto forti sono le richieste e le pretese in termini di autonomia politica e economica.
Saper trovare le giuste alchimie e i punti d’equilibro è una capacità necessaria. Soprattutto in un momento che vede la Spagna impegnata, da un lato, a gestire le rivendicazioni regionali, dall’altro, a dover affrontare una disoccupazione che si è spinta oltre l’allarmante soglia del 20% (leggi la notizia della disoccupazione record).
MUSO DURO CON L’ETA. Da ministro degli Interni, Rubalcalba è anche riuscito a tenere sotto controllo i baschi dell’Eta, il gruppo separatista più ostinato e organizzato della Spagna. Ai baschi, il ministro non ha ceduto un centimetro, nemmeno a inizio gennaio, quando un loro comunicato ha mostrato chiari segnali di apertura verso la pacificazione.
«Non è una cattiva notizia, certo, ma non è la notizia», è stato l’emblematico commento del vicepremier. «La notizia che la Spagna vuole sentire è che l’Eta cessi una volta per sempre le azioni terroristiche». La diplomazia, proprio come la chimica, è d’altronde fatta di azioni e reazioni.
E i socialisti sperano appunto in una reazione, ossia che la credibilità della “formula Rubalcaba” permetta alla sinistra di risalire nei disastrosi sondaggi del 2011 in vista delle presidenziali del prossimo anno, che vedono il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) indietro di 13 punti rispetto al Partito popolare di Mariano Rajoy.
La palla è dunque nelle mani di Rubalcaba: «Il più intelligente» esponente dell’esecutivo spagnolo, come si legge anche nei cable riservati dei diplomatici Usa in Spagna e diffusi da Wikileaks.