Alla conquista della Rossa

Redazione
09/10/2010

di Rossana Malacart Alle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna, la Lega Nord ha ottenuto oltre il 10% dei voti...

Alla conquista della Rossa

di Rossana Malacart

Alle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna, la Lega Nord ha ottenuto oltre il 10% dei voti in 308 su 384 comuni. Numeri impensabili, fino a pochi anni fa. Per questo, il fenomeno dell’avanzata del Carroccio nella storica roccaforte dei «rossi» (prima Pci, poi Ds, infine Partito Democratico) non è sfuggito agli americani.
A Milano, venerdì 1 ottobre, il console statunitense per gli affari politici Benjamin Wohlauer, la vice console con delega agli affari politici ed economici Sonia Smythe Tarantolo, alcuni analisti politici e il sociologo della comunicazione Alessandro Amadori, hanno assisitito alla proiezione del film-inchiesta Occupiamo l’Emilia, realizzato tra la primavera e l’estate da tre giornalisti: Stefano Aurighi, Davide Lombardi e Paolo Tomassone. Un viaggio che parte da Modena e arriva a Pontida, luogo simbolo della Lega, e documenta l’avanzata del Carroccio in Emilia, rivelando umori e desideri di militanti, giovani e gente comune.
«Il consolato statunitense ci ha chiamati subito dopo la messa on-line del promo», ha riferito Lombardi, uno dei realizzatori, a Lettera43. Secondo l’autore, l’interesse degli Stati Uniti si spiega sulla base di un ragionamento semplice: «La “conquista” dell’Emilia da parte del Caroccio potrebbe saldare la regione a Veneto, Lombardia e Piemonte, consolidando un modello di Italia a due velocità e isolando definitivamente il Sud in quel vagheggiato, ma chiaro, disegno leghista di secessione.
È questo che, al di là dei proclami e della richiesta del federalismo, vuole in realtà il movimento». E il sogno comprende anche la conquista di Bologna, baluardo per eccellenza della sinistra ed equivalente, per la Romagna, di ciò che la capitale rappresenta per i duri e puri del nord: «Bologna ladrona» è lo slogan dei romagnoli leghisti, con velleità secessioniste (anche loro) dall’Emilia.

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L’Emilia, tra il Carroccio e i grillini

Il film-documentario, che uscirà entro la fine di ottobre, raccoglie 80 minuti di interviste a militanti e dirigenti leghisti lungo la via Emilia, da Piacenza a Rimini, passando per i piccoli comuni nell’Appennino. Tra questi anche Bettola, in provincia di Piacenza, paese natale del segretario del Partito Democratico (Pd) Pierluigi Bersani, dove il Carroccio ha ottenuto il 35% dei voti alle ultime regionali.
«La nostra inchiesta giornalistica, realizzata con mezzi quasi artigianali e costata poco meno di 2 mila euro», sottolinea Lombardi, «è nata dalla volontà di capire le ragioni del successo della Lega in una regione tradizionalmente e storicamente “rossa”, che ora si ritrova stretta a destra dall’avanzata del Carroccio e a sinistra dal sempre crescente consenso dei grillini del Movimento 5 stelle».
Il successo ottenuto alle ultime regionali in Emilia, lontano dall’essere derubricato come fenomeno di costume o voto di protesta, in un futuro non molto lontano, potrebbero avere ripercussioni importanti sullo scenario politico ed economico del Paese. Non stupisce, perciò, l’interesse degli Stati Uniti per l’avanzata verde nella regione, quanto piuttosto l’atteggiamento della sinistra. «A parte un certo interesse nei confronti del documentario», riferisce Lombardi, che viene dal Veneto ma vive in Emilia da due anni, «ho l’impressione che il fenomeno sia stato sottovalutato». In ogni caso, svela il giornalista, «abbiamo da poco ricevuto un cenno dai vertici del Pd: forse vedremo il documentario con il segretario nazionale Bersani».