Alla sinistra italiana servono buonisti con gli artigli

01 Agosto 2018 07.23
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Lo stato dell’arte a sinistra dice poco su quel che potrà accadere. Il Pd tende a perdere voti più che a guadagnarne malgrado il buon Maurizio Martina faccia e dica cose meritevoli di grande attenzione. L’attesa di Nicola Zingaretti sembra paralizzare una parte della sinistra anche se il governatore non riempie questo tempo con parole e ragionamenti che possano spingere all’entusiasmo. È un modo soft per formare una leadership che mal si adatta a tempi che sono di guerra. Sul versante esterno al Pd alcuni sondaggi segnalano il pareggio fra Potere al popolo e LeU cosa che è assolutamente comprensibile, essendo il primo partito presente nella società con insediamenti che fanno cose, aiutano persone, e con ragionamenti, infine, di totale contrapposizione al «sistema». LeU è l’immagine del suo presidente Piero Grasso. Un orgoglioso dirigente dello Stato, incappato nell’orrenda vicenda della restituzione dei soldi al Pd che ha risolto malamente, e incapace di dare una linea a una aggregazione di forze veramente diverse. Sarebbe più dignitoso sciogliere i ranghi e lasciare che i militanti vadano con quelle forze che hanno in cantiere azioni positive per contrastare la nuova destra radicale.

IL GOVERNO M5S-LEGA NON CADRÀ PER UNA CRISI INTERNA

Non solo alla sinistra mancano Corbyn, Sanders o Suarez ma non ci sono le condizioni per trovarli. Non è stato lanciato il cuore oltre l’ostacolo, non c’è alcuno che ha preso l’iniziativa di invadere il campo mediatico ma anche il territorio reale come ha fatto Matteo Salvini. Su questo aspetto, il ministraccio dell’Interno ha fornito un modello politico da imitare, cioè parole semplici, nel suo caso orrende, ripetitive, e mobilitazione reale o virtuale in ogni parte del paese sfidando fischi e raccogliendo applausi. Nessuno nel Pd e dintorni, tranne il coraggiosissimo Roberto Saviano, che non rappresenta il Pd, ha deciso di offrire il petto per questa battaglia. Tutti sperano che la crisi del governo delle destre avvenga dall’alto. I vecchi togliattiani sono convinti che crollerà prima il fortilizio grillino. Io dubito. Non c’è un solo punto significativo su cui c’è differenza fra la cultura di Salvini e quella di Luigi Di Maio o Beppe Grillo. Poi si ignora che questo mondo di parvenu, alcuni rappresentanti di lobby indicibili che non hanno scelto la sinistra, difficilmente si staccheranno dal potere. Vi si stanno attaccando come cozze. È tutto un mondaccio che ritiene arrivata la grande occasione.

SOSTITUIRE LE PAROLE 'RIFORME' E 'CAMBIAMENTO' CON 'RIVOLUZIONE

Bisognerà fare pulizia nelle e delle parole ”riforme” e “cambiamento”. È legittimo che il governo dei rancorosi possa usarle, ma dobbiamo sapere che le nostre parole devono diventare altre e la migliore è “rivoluzione”, rivoluzione contro di loro, contro le lobby che li sostengono, contro la potenza straniera che li appoggia. Il governo potrà cadere per una lite fra comari, ma la caduta sarà un fatto politico se si incontrerà con un crescente discredito fra i cittadini. È qui che siamo deboli. Non è vero che parlando di Salvini e di razzismo lo rafforziamo. È una stupidaggine di sinistri sminchiati. È vero il contrario, lo isoliamo se lo costringiamo a una battaglia h24 per alzare sempre più l’asticella dello scontro, fargli saltare i nervi, l’uomo è tosto ma non ha risorse morali per resistere e ha straordinari punti di debolezza noti non solo ai suoi supporter più vicini.

L'OPPOSIZIONE A SALVINI E DI MAIO DEVE ESSERE DURA

La nuova opposizione deve diventare un fatto di massa, con le manifestazioni, ma anche un fatto capillare, con una sorta di discredito seminato ampiamente in qualunque luogo da parte di cittadini non politicizzati che dobbiamo spingere a prendere posizione. L’opposizione a Salvini e Di Maio deve avere le stesse caratteristiche della loro opposizione a noi, deve essere personale e distruttiva. Insomma, i buonisti devono avere gli artigli. Poi verranno i partiti e i leader. Abbiamo bisogno di un leader canaglia che conduca questa battaglia con i colpi sotto la cintura e e di un leader che rassicuri. Abbiamo bisogno soprattutto di dare fiducia ai lavoratori, di creare varchi nel mondo popolare attratto dalla destra, di sospingere la borghesia italiana a prendere posizione anche scegliendo un’altra destra. Servirebbe una cabina di regia dalla mente sveglia e senza peli sullo stomaco. Meglio se invisibile.

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