Allarme caldo in otto città, superati i 40 gradi

Redazione
21/08/2012

Lucifero, il settimo e più forte anticiclone africano della torrida estate 2012, ha messo a ferro fuoco l’Italia. Le punte...

Allarme caldo in otto città, superati i 40 gradi

Lucifero, il settimo e più forte anticiclone africano della torrida estate 2012, ha messo a ferro fuoco l’Italia.
Le punte più alte dell’ondata di caldo sono previste tra il 21 e il 23 agosto, con una escalation di città a bollino rosso. Fortunatamente, domenica 27 è in arrivo la perturbazione Beatrice, con conseguente calo delle temperature e temporali al Nord e al Centro.
ESCALATION DI BOLLINI ROSSI. Nella giornata del 21 agosto l’allerta massima, secondo il ministero della Salute, è stata registrata in otto città (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Roma, Torino e Viterbo), mentre per il giorno successivo è previsto il bollino rosso per 11 capoluoghi (tutte quelli già citati tranne Genova, con l’aggiunta di Milano, Perugia, Rieti e Verona).
Il Piemonte ha boccheggiato,  con temperature percepite fino ai 43 gradi. Il caldo avvertito nelle Marche ha toccato  invece i 40 gradi.
Le temperature elevate di questi giorni hanno inoltre causato l’aumento dei livelli dell’ozono in Alto Adige. Ed è stato il caldo a provocare l’incidente, in cui il 20 agosto ha perso la vita sul Gran Paradiso un uomo di 45 anni di nazionalità slovena, impegnato in una scalata. L’alpinista è precipitato quando un ponte di neve, instabile per il gran caldo, ha ceduto sotto il suo peso.
L’afa è si fatta sentire pure in Calabria, con temperature sopra i 37 gradi in alcune zone. A Capri è emergenza idrica, con la possibilità di uno stop notturno dell’erogazione di acqua. Il Bioparco di Roma ha provato a  rinfrescare gli animali distribuendo ghiaccioli a base di carne e frutta.
RISCHIO DISSESTO IDROGEOLOGICO. Ma se dal prossimo fine settimana Beatrice  potrebbe mettere la parola fine alla prolungata siccità e all’allarme incendi (che quest’anno hanno ridotto in cenere quasi 35 mila ettari, una superficie doppia rispetto al 2011) nei campi resta alta l’attenzione sul possibile rischio di dissesto idrogeologico che può essere innescato dai temporali che seguono periodi di secca così lunghi.
Secondo la Cia, Confederazione italiana agricoltori, infatti, «l’alternarsi di situazioni climatiche estreme può creare ulteriori problemi in campagna».