Fabiana Giacomotti

Altaroma mostra la moda nel suo stato di grazia

Altaroma mostra la moda nel suo stato di grazia

La manifestazione capitolina è un appuntamento imperdibile. Perché dà spazio ai giovani designer, ai loro sogni, alle loro sperimentazioni. E racconta molto dei sacrifici e della fatica di questi ragazzi.

07 Luglio 2019 09.00

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Ad Altaroma, la manifestazione romana che a ogni edizione sta trovando la sua strada e la sua impostazione ideale, cioè quella di fashion hub per giovani leve creative (purtroppo ha anche e sempre meno budget: il Comune latita, benché al sindaco Virginia Raggi piaccia tanto farsi vestire dagli stilisti) vale la pena non mancare mai, perché vi si vede la moda al suo meglio.

Un modello di Ferderico Cina.

IDEE, ANALISI E SCOPERTA

Non necessariamente la moda migliore, intendiamoci, ma la moda quando è ancora nello stato di grazia di idea. Quando ci sono sogni, e tessuti che per questa volta sono stati meravigliosi perché sponsorizzati; quando ci sono relativamente pochi giornalisti e solo quelli per i quali la moda è interesse vero, analisi e scoperta. Quando i buyer in prima fila si domandano se valga la pena scommettere sul quel nome nuovo, a quali condizioni, forse in cambio merce ma forse no perché quel ragazzo non se lo potrà permettere e poi come si farà a convincere lo sconosciuto cinese che “surfa” online ma anche la sciura Restelli di viale Piave ad acquistarlo, lei che, insicura com’è, non si è ancora smarcata dalle “griffe”, anzi le chiama ancora così, come negli Anni 80.

La sfilata di Italo Marseglia.

UN AMBIENTE ANCORA LIBERO DALLA COMPETIZIONE

Altaroma nella sua edizione estiva si tiene a luglio, solitamente in un weekend caldissimo. Le strade della Capitale sono vuote perché tutti sono al mare al Circeo, a Sabaudia e a Ponza, tranne questi ragazzi che si danno manforte l’uno con l’altro e sono ancora solidali perché non si è ancora innescata quella competizione che li farà crescere in fretta. Ci sono le amiche dello stilista che sfilano insieme alle modelle, un po’ perché le top sono fuori portata, un po’ perché questi ragazzi hanno imparato la lezione dell’inclusività e della diversità per davvero, la vivono tutti i giorni e vorrebbero vedere i loro vestiti addosso a chiunque, anche e innanzitutto alla loro mamma piangente di commozione nel backstage. E tu vai nel backstage a complimentarti e a chiedere come sia uscito quel punto perfetto di bianco gesso, e magari anche a fare un ordine, perché fra tanti anni sarà bello poter dire «io l’avevo intuito».

Una creazione di Sylvio Giardina.

L’EMOZIONE DELLE MAMME

Chiedi a chi rivolgerti e ti viene indicata la mamma perché il direttore commerciale non c’è, è troppo presto perché la sua figura abbia senso, e la trovi lì che non sa risponderti perché è troppo emozionata, si torce le mani e cerca affannosamente un bigliettino perché «no, non le detto l’indirizzo a voce, è troppo brutto» e tu le leggi in faccia la fatica di averlo sostenuto fin da piccolo, quel ragazzone che disegna pizzi leggeri come dev’essere la sua anima, e intuisci che non deve essere stato facile.

STILISTI E MARCHI DA TENERE D’OCCHIO

Dunque, bravo Federico Cina, che ha vinto la XV edizione di WION, Who’s on Next, ed è già maturo perché tanti anni dietro le scrivanie di Pucci non trascorrono invano. Bravo a Italo Marseglia che disegna una notte eternamente bianca, cioè ricca di promesse. Interessante il colto Sylvio Giardina con i suoi abiti monocromatici immersi in una galleria d’arte, tableaux vivants di forma e colore, che non è più un ragazzino e lavora anche i propri gioielli, vestendone le protagoniste del Trono di Spade.

Due modelli di Paola Monachesi.

E brava anche l’amica Paola Monachesi, ex compagna di liceo (la più bella del liceo), che dopo tanti anni trascorsi al “prodotto” di Versace e di Pucci ha deciso di tentare l’avventura da sola con il marchio Pryvice, dopo un breve faux pas con qualcuno che voleva solo vendere magliette ha deciso di autoprodurre i suoi difficilissimi abiti sperimentali, spalmati d’oro, argento e acciaio, lavorati con mordenti. Alla sua età, alla nostra età, ha deciso di tornare a quella magia del debutto assoluto. Pensando sì al prodotto, ma cercando anche di dimenticarselo.

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