La crisi umanitaria in Yemen continua a peggiorare

02 Novembre 2018 18.07
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A sette anni, suo malgrado, Amal Hussain è diventata il simbolo delle sofferenze inferte dalla guerra alla popolazione yemenita. Verso la fine di ottobre il New York Times ha pubblicato la foto della piccola bimba ricoverata in un ospedale nel Nord del Paese. Il 2 novembre lo stesso giornale ha dato la notizia del suo terribile decesso. L'immagine che la ritrae ridotta a poco più di uno scheletro ha riacceso, ancora una vola i riflettori sulla devastante crisi umanitaria che sta colpendo lo Yemen.

OLTRE 11 MILIONI DI BAMBINI A RISCHIO

«Amal è morta di fame. Di lei ci resta solo una terribile foto immortalata dal Premio Pulitzer Tyler Hicks. Una foto che aveva scosso il mondo intero ma, come spesso capita, non ha prodotto alcun cambiamento nella sua vita e in quella di oltre 11 milioni di bambini yemeniti che necessitano di assistenza umanitaria immediata», è stata la dichiarazione di Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia. «Come Amal», ha sottolineato Iacomini, «oltre 400.000 mila bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e rischiano ogni giorno di morire. In Yemen continuano ad essere bombardate scuole ed ospedali, intere comunità sono isolate e assediate e non hanno accesso ad acqua potabile né cibo. Si profila una ennesima strage di bambini innocenti a causa di questa catastrofe umanitaria».

GUTERRES: «PEGGIOR CRISI UMANITARIA DI SEMPRE»

Per il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres quella in «Yemen è la peggiore crisi umanitaria nel mondo e non è un disastro naturale, è fatta dall'uomo. Il Paese si trova sull'orlo di un precipizio». «La situazione umanitaria è disperata», ha continuato, «dobbiamo fare tutto il possibile per impedire che le già gravi condizioni degenerino nella peggiore carestia da decenni», ha aggiunto, sottolineando che però sul fronte politico «ci sono segni di speranza». Guterres ha precisato che «la comunità internazionale ha una reale opportunità per fermare il ciclo insensato di violenza e prevenire una catastrofe imminente». Il segretario ha affermato anche che le Nazioni Unite stanno già fornendo aiuti alimentari a 8 milioni di persone ma senza un'azione urgente potrebbe esserci fino a 14 milioni di persone a rischio nei prossimi mesi.

«SERVE UN TREGUA IMMEDIATA»

«La violenza in Yemen», ha detto ancora il segretario, «deve fermarsi, con una tregua immediata vicino a infrastrutture cruciali e aree densamente popolate». «Le importazioni commerciali e umanitarie di cibo, carburante e altri beni di prima necessità devono avere accesso senza restrizioni», ha aggiunto, poi bisogna «sostenere l'economia yemenita», e «aumentare i finanziamenti internazionali».

UNA CARESTIA CHE MINACCIA 1,1 MILIONI DI DONNE INCINTA

La carestia che minaccia il Paese, potrebbe causare la morte di centinaia di migliaia di donne incinte o che allattano i loro neonati, già sofferenti per la malnutrizione. «La mancanza di cibo, lo spostarsi continuamente per sfuggire alla fame e alle violenze, le epidemie e la mancanza di assistenza sanitaria stanno mettendo a rischio la salute e il benessere di 1,1 milioni donne incinte o in fase di allattamento, causando numerose nascite di bambini prematuri o a basso peso», ha dichiarato il Direttore del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, Luay Shabaneh. Nello Yemen, circa la metà delle strutture sanitarie non funzionano più, comprese quelle per la diagnostica e la salute riproduttiva.

UNA CRISI ALIMENTARE CHE COLPISCE 18 MILIONI DI PERSONE

Recentemente il Pam ha evidenziato come quella nello Yemen sia attualmente la più grande crisi alimentare nel mondo. Due terzi della popolazione, circa 18 milioni di persone, non sanno cosa mangeranno domani. Più di 8,4 milioni di loro sono alla fame a causa della guerra. Il loro numero aumenta quotidianamente tanto che nelle prossime settimane potrebbero essere 14 milioni gli yemeniti alla fame. Per questo il Segretario americano alla Difesa, Jim Mattis e il capo della Diplomazia Usa Mike Pompeo hanno recentemente fatto appello affinché finisca la guerra nello Yemen chiedendo l'apertura di negoziati di pace tra le parti.

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