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Come Salvini in America vuole copiare la ricetta Trump

Come Salvini in America vuole copiare la ricetta Trump

Taglio delle tasse e rilancio dell’economia locale. Il vicepremier leghista a Washington: «In piccolo si può applicare in manovra il metodo Usa». E sull’Italia: «Torni a essere il vostro primo partner commerciale in Europa».

17 Giugno 2019 06.51

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Matteo Salvini vuò fa’ l’americano. Sbarcato negli Stati Uniti nella serata del 16 giugno 2019, prima di incontrare il vicepresidente Usa Mike Pence e il segretario di Stato Mike Pompeo ha lanciato un messaggio a Donald Trump: «Noi ci siamo». Come a dire che in questo momento l’Italia è molto più vicina alla Casa Bianca di quanto in Europa non lo siano Germania o Francia.

«L’ITALIA IN EUROPA HA PRESO UN’ALTRA STRADA»

«Il nostro Paese vuole tornare a essere nel continente europeo il primo partner della più grande democrazia occidentale», ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno parlando con i giornalisti a Villa Firenze, la residenza dell’ambasciatore d’Italia negli Usa Armando Varricchio. «Quello che dirò a Pence e Pompeo è che altri Paesi europei hanno invece preso un’altra strada, mentre noi ci siamo».

SINTONIA SULLA QUESTIONE FISCALE

Un’altra strada su vari temi su cui invece c’è sintonia tra le posizioni del governo italiano – e in particolare del leader leghista – e quelle della Casa Bianca targata Trump: dall’Iran, al Venezuela alla Cina. Ma soprattutto – ha sottolineato Salvini – sulla questione fiscale: «Dal taglio delle tasse al rilancio dell’economia locale vorrei che, chiaramente in piccolo, il governo italiano applicasse una ricetta come quella adottata dall’amministrazione statunitense, già dalla prossima manovra».

«FLAT TAX? L’UE SE NE FACCIA UNA RAGIONE»

Il vicepremier è tornato quindi alla carica sulla flat tax, e a chi gli chiedeva se ci fossero dei margini di fronte alle resistenze di Bruxelles ha replicato: «Ci devono essere. Poi possiamo decidere come modularla negli anni, ma il taglio delle tasse ci deve essere. In Europa li convinceremo con i numeri e con la cortesia, altrimenti le tasse le taglieremo lo stesso. L’Ue se ne faccia una ragione».

MESSAGGIO AL M5S: «RICERCA E DIFESA FONDAMENTALI»

L’Unione europea, appunto: Salvini ha promesso che nei suoi colloqui americani cercherà di spiegare ai suoi interlocutori quello che sta accadendo nel Vecchio continente, soprattutto dopo le elezioni europee. E l’altro messaggio che invierà alla Casa Bianca è altrettanto netto: «Faccio parte di un governo che in Europa non si accontenta più delle briciole». Un messaggio che indirettamente è rivolto anche ai suoi alleati nell’esecutivo, il Movimento 5 stelle: «Gli investimenti in ricerca e difesa sono fondamentali per l’Italia e non ci può essere un governo che su questo indietreggia».

DUBBI AMERICANI SULLA VIA DELLA SETA

Infine i capitoli Cina e Russia. Dopo le perplessità espresse da Washington sull’adesione del nostro Paese alla Via della Seta, Salvini vuole mettere in chiaro con Pence e Pompeo che «il business non è tutto», ma «a volte possono esserci benefici che diventano gabbie. E quando c’è di mezzo la sicurezza non si discute. Su questo ha ragione Trump».

«ERRORE LASCIARE LA RUSSIA NELLE BRACCIA DEI CINESI»

Per quanto riguarda Mosca, secondo Salvini bisogna recuperare la via del dialogo: «Sarebbe un errore strategico sia commerciale sia geopolitico allontanare la Russia dall’occidente per lasciarla nelle braccia dei cinesi. Bisogna fare di tutto per riportarli al tavolo e io preferisco ragionare che tornare all’asse Mosca-Pechino».

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