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Amministrative in Sardegna: le affluenze nei 28 Comuni

Amministrative in Sardegna: le affluenze nei 28 Comuni

Alle 12 l’affluenza al 17,8%. Il Pd prova a mantenere il governo delle tre principali città a trazione centrosinistra: Cagliari, Sassari e Alghero.

16 Giugno 2019 06.25

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A distanza di tre settimane dalle Amministrative nel resto d’Italia, domenica 6 giugno la Sardegna va al voto in 28 Comuni, tra cui spicca il capoluogo di Regione Cagliari. Si tratta di un test importante per i partiti anche se incombe l’incognita astensione per via delle urne aperte in piena estate e con una campagna elettorale giocata molto sui social. Dopo aver schivato il terremoto di un ricorso al Tar che, se accolto, le avrebbe fatto perdere gli otto seggi in Consiglio regionale, la Lega, ora nell’occhio del ciclone per il caso vitalizi, punta a bissare l’exploit delle Europee. Con un balzo il Carroccio è diventato il primo partito nell’Isola: alle Regionali era arrivato secondo subito dopo il Partito democratico, che aveva tenuto nonostante il calo dei consensi.

ALLE 19 AFFLUENZA AL 37,7%

Sale al 37,7% l’affluenza nei 28 Comuni chiamati al voto per l’elezione del sindaco in Sardegna. Alle 12 aveva votato solo il 17,8%. A Cagliari la percentuale dei votanti è arrivata al 32,7%, a Sassari al 37.9%, mentre ad Alghero al 41.9%. I dati sono stati pubblicati sul sito del ministero dell’Interno. Su base provinciale, nel Nuorese si arriva al il 44,5%, nella provincia del Sud Sardegna al 44,7% e in quella di Oristano al 44,2%. Nella città metropolitana di Cagliari hanno votato il 33,5% degli aventi diritto, mentre in quella di Sassari il 39,8%. La prossima rilevazione sarà fatta alla chiusura dei seggi alle 23.

ALLE 12 AFFLUENZA AL 17,8%

Alle ore 12 aveva votato il 17,8% degli aventi diritto. Un lieve calo, circa tre punti percentuali in meno, rispetto al 2016, quando però le amministrazioni al voto erano 99. A Cagliari la percentuale dei votanti è stata del 15,06%. L’affluenza più alta è stata registrata nei cinque Comuni della provincia Nuoro con il 22,9%, seguiti dai nove dalla provincia del Sud Sardegna con il 22,3%, e dai quattro della provincia di Oristano con il 21,7%. Subito dietro i sette centri del Sassarese con il 19,6%, dove spiccano le grandi città di Sassari e Alghero rispettivamente con il 17,6% e con il 19,9%.

CAGLIARI SENZA MOVIMENTO 5 STELLE

Il Pd prova a mantenere il governo delle tre principali città dell’Isola sinora a trazione centrosinistra: Cagliari, Sassari e Alghero. E per difendere queste roccaforti è arrivato in Sardegna il segretario dem Nicola Zingaretti, che ha puntato sulla passione politica contrapposta a «selfie, barzellette e finti litigi». Nel capoluogo – con la sfida a tre tra Francesca Ghirra per il centrosinistra, Paolo Truzzu per il centrodestra e Angelo Cremone con la civica Verdes – manca il Movimento 5 stelle, che alle Regionali aveva subito un crollo verticale recuperando qualcosa alle Europee: alla lista è stata ritirata la certificazione dopo le polemiche sollevate per vecchi post su Facebook del candidato sindaco Alessandro Murenu, in cui esprimeva posizioni contrarie alle unioni civili e all’aborto. I pentastellati ci provano però ad Alghero con Roberto Ferrara – che sfida l’uscente Mario Bruno (centrosinistra) e Mario Conoci (centrodestra) – e a Sassari, dove la corsa è a sette, rilanciando uno dei loro ‘must’ sui costi della politica: le pensioni dei consiglieri regionali. «Ecco cosa producono le ammucchiate di centrodestra, come quella che ha vinto le elezioni in Sardegna: il ripristino dei vitalizi come primo atto del loro governo nell’Isola», ha attaccato Luigi Di Maio al suo arrivo a Sassari. Complessivamente sono chiamati alle urne circa 400 mila sardi: si vota solo domenica dalle 7 alle 23, lo spoglio subito dopo la chiusura dei seggi.

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