Amplifon, la storia dell’azienda ne L’emozione del suono di Valentina Fornari

Redazione
06/12/2023

Con il fenomeno dell'ipoacusia destinato ad aumentare, anche tra i più giovani, il libro della docente di Marketing invita ad acquisire una consapevolezza nuova. Condividendo dati e raccontando i principi di un’impresa italiana impegnata a trasformare il modo in cui i problemi dell’udito vengono percepiti e vissuti.

Amplifon, la storia dell’azienda ne L’emozione del suono di Valentina Fornari

Con una popolazione che invecchia e una società sempre più rumorosa, l’ipoacusia (calo dell’udito), che attualmente colpisce 1,5 miliardi di persone, è un disturbo destinato ad aumentare e interessare fasce anagrafiche sempre più giovani. Con il rischio che, tra silenzio e frastuono, si perda L’emozione del suono. Parte proprio da qui, e dalla volontà di creare una maggior consapevolezza dei rischi legati all’udito, il libro omonimo di Valentina Fornari in cui, oltre a riportare dati e studi sulle conseguenze che l’inquinamento acustico può produrre su ciascuno di noi, la docente di Marketing illustra le soluzioni che la tecnologia offre per affrontarle. Dedicando ampio spazio alla storia di Amplifon, azienda italiana che in 70 anni si è affermata come leader globale nei servizi e nelle soluzioni per la cura dell’udito. 

La nascita di Amplifon grazie all’intuizione dell’ufficiale britannico Holland

Con il 25 per cento degli over 60 affetto da ipoacusia, e 1,1 miliardi di giovani sotto i 35 anni che ne corrono il rischio a causa di un’esposizione eccessiva ai rumori, la mission dell’azienda fondata nel 1950 a Milano è quella di trasformare il modo in cui questo disturbo viene percepito e vissuto. Presente in 25 Paesi e cinque continenti, con una rete di oltre 9.500 punti vendita e circa 20 mila collaboratori, Amplifon punta a creare e diffondere una cultura dell’udito che modifichi le percezioni e le esperienze degli individui, migliorandone in concreto la vita. Una storia, quella dell’impresa, che affonda le sue radici nel 1944, quando l’ufficiale (e ingegnere) britannico Algernon Charles Holland si paracadutò sull’Appenino parmense per fungere da collegamento con la Resistenza. Dopo la Seconda Guerra mondiale, Holland si stabilì a Milano e trasformò in realtà una brillante intuizione: la necessità di colmare il gap tra l’Italia e i Paesi nordici in materia di diffusione degli apparecchi acustici. Con un’attenzione alla persona e al suo benessere che ancora oggi è il pilastro su cui si fonda la società presieduta dalla figlia Susan Carol Holland

L’impatto dell’azienda nell’aiutare le persone a riscoprire l’emozione del suono

Questi ingredienti, abbinati alle competenze e alla sensibilità delle persone di Amplifon e dei suoi audioprotesisti, hanno consentito all’azienda di crescere rapidamente negli ultimi anni e di avere un impatto concreto sul mondo e sulla vita dei singoli individui. Un impatto che si misura nella capacità di aiutare gli altri a riscoprire l’emozione del suono. Perché, come ricorda Fornari, «recuperare l’udito permette a una persona di sentire suoni e rumori che non era (più) in grado di udire e, di conseguenza, riconquistare l’accesso alle sensazioni e ai sentimenti che a quei suoni perduti erano connessi». E ancora: «Il valore non sta solo nei decibel recuperati, sta soprattutto nella capacità espressiva e comunicativa abilitata dal poter sentire di più. Arricchire il ventaglio dei suoni significa… sentire a colori, percepire le sfumature. Significa cogliere tutte le note potendo apprezzare l’espressione di ognuna di esse senza doversi concentrare sul tentativo di sentirla e decifrarla. Sentire meglio significa poter ascoltare e apprezzare, perché le si riconosce, le varietà dei toni, che sono di per sé l’espressione di sentimenti e non solo di significati».