Amsterdam, via il quartiere a luci rosse: la protesta delle prostitute

Redazione
20/10/2023

La sindaca progetta di edificare un centro erotico apposito in periferia per eliminare lo stigma di città del peccato. Numerose le manifestazioni in strada, cui hanno partecipato anche i clienti e i residenti: «Non vogliamo il più grande bordello d'Europa vicino casa».

Amsterdam, via il quartiere a luci rosse: la protesta delle prostitute

Le prostitute di Amsterdam protestano contro il trasloco del quartiere a luci rosse. La sindaca Femke Halsema, infatti, progetta di creare un centro erotico apposito con oltre 100 stanze in periferia, sperando di “ripulire” il De Wallen, liberare la capitale olandese dalla sua fama di «città del peccato» e combattere l’overtourism. Le sex worker hanno però deciso di ribellarsi, scendendo in strada con il volto coperto da alcune maschere e marciando verso il municipio. «Se non dobbiamo essere biasimate, allora perché veniamo punite?», recitavano alcuni striscioni. Alle manifestazioni hanno partecipato anche decine di clienti e altri residenti di Amsterdam, contrari allo spostamento per ragioni di sicurezza e immagine.

La sindaca di Amsterdam vuole spostare il quartiere a luci rosse in un centro erotico in periferia. L'ira di prostitute e residenti.
Una veduta notturna del quartiere De Wallen di Amsterdam (Getty Images).

Amsterdam, il nuovo centro erotico che non piace a nessuno

Nel 2022 la sindaca Halsema e il suo consiglio comunale hanno concordato un piano di spostamento delle prostitute dal quartiere De Wallen in un elegante edificio da 100 stanze. Al suo interno, oltre alle camere delle prostituite, anche bar, ristoranti, spazi di intrattenimento, locali sanitari e aree relax. Il nodo principale riguarda però il luogo in cui costruirlo. Sebbene siano stati proposti otto quartieri differenti, dal porto di Haven-Stad alla familiare Eenhoorngebeid, nessuno fra residenti, sex worker e clienti abitudinari concorda su un’ubicazione precisa. «Non è colpa nostra», ha spiegato al Guardian una prostituta che si fa chiamare Lucie. «Non vedo perché se la prendono con noi». In disaccordo anche i cittadini di Amsterdam, che non vogliono la costruzione di un centro erotico accanto alle loro abitazioni. «Non vogliamo il più grande bordello d’Europa fuori casa», ha protestato la 42enne Cynthia Counruejouls. «Deve rimanere al suo posto».

Contraria allo spostamento persino l’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali con sede ad Amsterdam. Si ritiene infatti che il centro erotico nel suo quartiere possa «compromettere la sicurezza dei suoi dipendenti che lavorano fino a tarda notte». Già oltre 20 mila persone hanno firmato una petizione contro lo spostamento, chiedendo invece un aumento dei controlli da parte della polizia di notte e un contingentamento degli ingressi. L’overtourism è infatti una delle ragioni principali che hanno spinto la sindaca Halsema a rivedere l’ubicazione del De Wallen. L’alto numero di visitatori locali e stranieri sarebbe responsabile di un sensibile aumento della criminalità cui porre un freno al più presto. Per questo ha avviato la campagna «Stay Away», sperando di scoraggiare gli addii al nubilato molto diffusi tra i giovani britannici fra 18 e 35 anni.