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L'ex Anm Luca Palamara indagato per corruzione

L’ex Anm Luca Palamara indagato per corruzione

Inchiesta legata al rinnovo del procuratore capo di Roma dopo l'addio di Pignatone.

29 Maggio 2019 11.24

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L’ex presidente dell‘Associazione nazionale magistrati (Anm), Luca Palamara, è indagato per ipotesi di corruzione a Perugia. La notizia è stata riportata da la Repubblica e il Corriere della sera. La vicenda sarebbe legata a quella di Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone. L’inchiesta si inserisce nelle vicende sul rinnovo della carica di procuratore capo di Roma sul tavolo del Consiglio superiore della magistratura (Csm) dopo l’addio di Giuseppe Pignatone.

AMICIZIA «INOPPORTUNA» CON VIAGGI E REGALI

Secondo quanto riportato dai giornali, «nell’amicizia tra Palamara e Centofanti c’è qualcosa, viaggi e regali diciamo “galanti“, che viene ritenuto vada molto al di là dell’opportuno». La Repubblica, ricordando che Centofanti è «un lobbista già arrestato per frode fiscale», ha scritto che «Palamara viene iscritto nel registro degli indagati per corruzione».

TRATTATIVE E NOTIZIE CHE INFLUISCONO SUL VERDETTO

Il Corriere ha sottolineato: «La partita per la nomina del nuovo procuratore di Roma non si è chiusa con la votazione della commissione Incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura, che giovedì 23 maggio ha espresso una chiara indicazione per uno dei tre candidati in lizza: 4 preferenze per lui, e una ciascuna per gli altri due aspiranti. In attesa di questa delicata e importante decisione, la più rilevante che il Csm è chiamato a compiere, si stanno infatti moltiplicando trattative e notizie che potrebbero influire sul verdetto finale. Per esempio la comunicazione all’organo di autogoverno dei giudici, da parte della procura di Perugia, di un’indagine per l’ipotesi di corruzione a carico di Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione magistrati e componente del Csm fino al 2018». Palamara non è in corsa per il posto di procuratore ma per quello di aggiunto.

PALAMARA: «REATO INFAMANTE, CHIEDO DI SENTIRMI»

Il diretto interessato in una nota ha commentato così: «Apprendo dagli organi di stampa di essere indagato per un reato grave e infamante per la mia persona e per i ruoli da me ricoperti. Sto facendo chiedere alla procura di Perugia di essere immediatamente interrogato perché voglio mettermi a disposizione per chiarire, nella sede competente a istruire i procedimenti, ogni questione che direttamente o indirettamente possa riguardare la mia persona».

«MAI INTERFERITO CON LA NOMINA DEL PROCURATORE»

E ancora: «Mai, e sottolineo mai, baratterei il mio lavoro e la mia professione per alcunché e sono troppo rispettoso delle prerogative del Csm per permettermi di interferire sulle sue scelte e in particolare sulla scelta del procuratore di Roma e dei suoi aggiunti».

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