Anonymous: «Ilva, dati falsi»

Redazione
25/08/2012

L’Ilva è finita nel mirino di Anonymous Italia che ha lanciato l’operazione ‘OperationGreenRights’. Nel giorno in cui il presidente Bruno...

Anonymous: «Ilva, dati falsi»

L’Ilva è finita nel mirino di Anonymous Italia che ha lanciato l’operazione ‘OperationGreenRights’.
Nel giorno in cui il presidente Bruno Ferrante ha dato il via libera ai 146 milioni per la bonifica, sono arrivate le gravi accuse dal blog degli hacktivist, che stanno «indagando sul database Ilva» e hanno affermato che, «a seguito delle nostre ricerche, emerge che i grafici dei valori delle polveri sono stati manipolati».
Del resto anche le motivazione del tribunale del Riesame lo avevano detto: «Fu scelta della proprietà inquinare Taranto».
«MENZOGNE PER IL PROFITTO». Ma qui si è andati oltre: «Ancora una volta», hanno sottolineato quelli di Anonymous, «gli interessi economici e l’avidità di padroni e Istituzioni relegano in secondo piano i diritti umani e ambientali. In nome del profitto, la menzogna e l’inganno divengono routine».
«VALORI MASSIMI INNALZATI». Secondo il collettivo, l’Ilva ha prodotto emissioni di furfurano (nome comune dell’ossido di divinilene) oltre i limiti di legge di 640 ng/m3.
Per provare ciò è stata pubblicata una tabella che – per quelli di Anonymous – «mostra la prima rilevazione il giorno 15 maggio 2012 e il valore massimo è fissato a 640 ng/m3. I valori crescono fino al 31 maggio mantenendosi però al di sotto della soglia critica. Il 31 maggio il valore massimo degli inquinanti viene innalzato a 800 ng/m3».
Quindi la conclusione pesante: «L’llva ha falsificato i dati dei rilevamenti ambientali cercando di ‘legalizzare’ le proprie emissioni».