Nuovo piano di tagli all’Ansa, il direttore Contu “preoccupato”

25 Gennaio 2019 15.00
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Il direttore dell'agenzia Ansa Luigi Contu, parlando ai giornalisti riuniti in assemblea di redazione il 25 gennaio, ha detto: «Non sono mai stato così preoccupato, altre volte ero più fiducioso. Speriamo di farcela». La situazione nella principale agenzia di stampa italiana si delinea più difficile di quanto immaginato dalla stessa redazione in un primo momento. In un clima molto teso, è stata annunciata ai dipendenti l'intenzione dell'azienda di tagliare i costi delle collaborazioni del 20%. Previsti contenimenti dei costi anche sul fronte delle trasferte e dei pagamenti per i festivi. Secondo quanto è stato spiegato alla redazione, l'Ansa soffrirebbe di un problema strutturale che, se non affrontato, rischia di mettere in serio pericolo la sopravvivenza dell'azienda. Lo statuto della cooperativa prevede infatti che i giornali paghino quote e abbonamenti all'agenzia di stampa anche in base alle copie distribuite. Il crollo dell'editoria cartacea italiana, così, si traduce in una forte diminuzione delle entrate che sbilancia i conti dell'agenzia di stampa, appena uscita da uno stato di crisi durante il quale la forza lavoro è diminuita di 54 unità, mentre le nuove entrate sono state otto. Il 21 dicembre l'agenzia aveva scioperato 24 ore per protesta contro il rifiuto dell'azienda a proseguire nel rafforzamento del corpo redazionale dopo lo stato di crisi chiuso a dicembre.

PACCHETTO DI SETTE GIORNI DI SCIOPERO

Al termine dell'assemblea, i giornalisti hanno affidato alla rappresentanza sindacale un pacchetto di sette giorni di sciopero, chiedendo di intervenire soprattutto sulla pianta organica e sulla stabilizzazione dei precari. La situazione dei conti, secondo l'amministratore delegato, è critica. Ai soci (gli editori, ndr.) sono state accordate per il 2019 sostanziose riduzione dei canoni e si teme un taglio anche delle convenzioni con Palazzo Chigi. A fronte di questa diminuzione delle entrate, l'azienda cerca di diversificare con nuove attività sul mercato, ma è difficile farlo con una redazione sempre più striminzita e che in maniera sempre più intensiva dovrà occuparsi anche della preparazione di pagine già fatte, da fornire agli editori minori che, altrimenti, hanno minacciato di uscire dalla cooperativa. Nei prossimi giorni, il cdr dovrebbe incontrare l'azienda. Le trattative, di fatto, sono ferme dallo sciopero dello scorso 21 dicembre.

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