Antigua dei misteri

Redazione
18/10/2010

Quattro milioni e 928 mila spettatori. L’inchiesta di Report sulle società offshore e sulle ville del Cavaliere nell’isola di Antigua,...

Quattro milioni e 928 mila spettatori. L’inchiesta di Report sulle società offshore e sulle ville del Cavaliere nell’isola di Antigua, anticipata dalla stampa nazionale (leggi le polemiche scoppiate prima della messa in onda) e trasmessa domenica 17 ottobre su Rai Tre, è stata l’ennesimo successo di Milena Gabanelli. Quasi il 20% degli italiani che si trovavano in poltrona davanti a un televisore, infatti, era sintonizzato sul terzo canale della tv pubblica, in attesa di vedere svelati gli arcani dietro alle proprietà caraibiche del premier (guarda la gallery con tutte le case del Presidente).
Un servizio che, ancora prima di essere trasmesso, aveva attirato gli strali polemici dell’avvocato del premier, Niccolò Ghedini. «Sarebbe davvero grave se la Rai mandasse in onda un programma con notizie insussistenti e diffamatorie e senza alcun contraddittorio», aveva dichiarato il legale. «Ma come fa l’avvocato Ghedini a parlare se ancora non ha visto la puntata? Non capisco gli interventi prima di vedere i contenuti», era stata la risposta della Gabanelli, che comunque ha dato lettura della nota di Ghedini durante la trasmissione.
Il racconto dell’inviato Paolo Mondani sulla società Flat Point, proprietaria degli immobili del presidente del Consiglio nel paradiso offshore è in realtà la continuazione di una precedente inchiesta andata in onda nel novembre 2009 sulla banca svizzera Arner, della quale Silvio Berlusconi è titolare del conto corrente numero uno e dove la Flat Point ha un deposito (il 387-20).
«Cosa possiede il premier ad Antigua, e a chi ha versato oltre 20 milioni di euro? Abbiamo inseguito una cucina Scavolini, qui parliamo di ben altre cifre», ha commentato Milena Gabanelli, ricordando che gli inquirenti che indagano sulla Arner hanno parlato di «assoluta opacità» nella proprietà della Flat Point.

I quattro acri del premier e i 22 milioni nella scatola cinese

Per ricostruire le vicende immobiliari, Mondani è riuscito a ottenere la copia della compravendita dei terreni al Land Register di Antigua. Dall’atto è risultato che Silvio Berlusconi ha acquistato quattro acri di terra dalla Flat Point il 20 settembre 2007. Il valore della transazione sarebbe di 1 milione e 700 mila euro. La Flat Point, proprietaria di ben 27 acri di terreni nel paradiso fiscale nell’Oceano Atlantico, è posseduta dalla Emerald Cove Engineering, a sua volta controllata dalla Kappomar Holding, entrambe aventi sede a Curacao, nelle Antille olandesi.
Il link tra Flat Point e il presidente del Consiglio è evidente: dopo un’iniziale inattività totale, la società improvvisamente si è “svegliata”. È proprio Berlusconi ad accenderla con versamenti di 22 milioni di euro a partire dal 2005. Su questo punto, l’avvocato del premier Niccolò Ghedini è intervenuto sostenendo che «come risulta agli atti, il presidente Berlusconi ha regolarmente acquistato un terreno in Antigua pagandolo con regolare bonifico e indicandolo nella denuncia dei redditi. Negli anni successivi, con regolari fatture, assistite da stati di avanzamento lavori, bolle di accompagnamento e perizie, sono stati pagati i lavori di costruzione e arredo con bonifici da banca italiana a banca italiana. Tale denaro è stato quindi versato in Italia alla società costruttrice dell’immobile».
E in effetti è risultato proprio che dai conti del premier presso Banca Intesa e Monte dei Paschi di Siena, il denaro sia arrivato alla filiale italiana di Banca Arner. È l’istituto elvetico che, quasi contemporaneamente, si è occupato di trasferire i fondi da Milano a Lugano. Se il denaro fosse stato trasferito in Svizzera direttamente dall’autore dei bonifici, sarebbe dovuto passare attraverso le maglie della normativa antiriciclaggio. Grazie alla triangolazione con la sede milanese della banca Arner però, le eventuali responsabilità di mancata comunicazione a Banca d’Italia sono passate sulle spalle dello stesso istituto. Ed è per questo che ora si trova sotto indagine della Procura.
Ma la questione alla base dell’inchiesta di Report è un’altra: posto che Berlusconi risulta regolarmente proprietario dei quattro acri acquistati nel 2007, chi c’è dietro alla Flat Point che, ricordiamolo, possiede 27 acri su cui sorge Nonsuch Bay, un resort-complesso immobiliare costituito da un centinaio di ville da super-ricchi? «Se Niccolò Ghedini ci dice sul serio chi sono i proprietari di quei terreni, garantisco che sarà immediatamente invitato, in quel caso gli sarà dedicato tutto lo spazio che merita, il più ampio possibile», è stato il guanto di sfida lanciato da Milena Gabanelli.

«Chiediamo trasparenza»

In apertura della puntata, la giornalista aveva commentato: «La trasparenza è d’obbligo. Se si è indagato per tre mesi sulla proprietà di una casa di 55 metri quadri a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell’isola caraibica di Antigua».
Al quotidiano La Stampa la Gabanelli aveva precedentemente dichiarato:  «Report come tutti sanno non è un talk show televisivo. Noi non andiamo in cerca di opinioni diverse. Noi facciamo inchieste e le inchieste raccontano i fatti. Per tutta l’estate la stampa si è occupata dell’appartamento di Montecarlo perché coinvolge la terza carica dello Stato, e giustamente si chiede trasparenza. Ora anche in questa vicenda si chiede la stessa trasparenza. E penso che il presidente del Consiglio, proprio per dissipare ogni opacità dovrebbe chiarire definitivamente i dubbi sui suoi investimenti nell’isola caraibica».

Per il neo-ministro Romani, il «programma è stato odioso»

Il leader dell ‘Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ha chiesto che il presidente Berlusconi riferisca in parlamento sulle questioni aperte dall’inchiesta di Report. «Solo in Italia è possibile accettare che chi è presidente del Consiglio non debba spiegare l’origine delle proprie risorse economiche e le ragioni per cui si muove in mezzo a mille società offshore», ha dichiarato Di Pietro.
Duro anche il commento del finiano doc Fabio Granata: «Per me, questa storia delle ville di Antigua ripropone ancora una volta il nodo irrisolto del conflitto di interessi: come fa a presentarsi come garante della tracciabilità dei capitali un presidente del Consiglio che è al centro di una rete gigantesca di affari?».
Sarcastico invece il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai Giorgio Merlo (Pd), che si è chiesto se ci sia un «accordo tra il centro-destra e la Rai per far lievitare gli ascolti di alcune trasmissioni». Il riferimento, ovviamente, è alle note vicende che riguardano Annozero e la feroce diatriba tra il direttore generale della Rai Mauro Masi e il conduttore Michele Santoro. Polemica conclusasi, esattamente come con Report, con il consueto boom di ascolti.
Dalle file della maggioranza è arrivato il parere del neo-ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani: «Sul fatto che dovesse o no andare in onda è un problema che non mi riguarda. Ho visto la puntata e l’ho trovata odiosa. Si facevano delle supposizioni non basate su fatti rispetto alle proprietà del presidente del Consiglio, facendo accostamenti che non ho assolutamente condiviso. A mio avviso hanno sbagliato in un eccesso di antiberlusconismo e hanno fatto un prodotto giornalisticamente inefficace».