Antonello Montante condannato a 14 anni di carcere

L'ex presidente di Sicindustria era accusato di corruzione e associazione a delinquere. Avrebbe creato una rete di informatori in grado di spiare avversari e magistrati.

10 Maggio 2019 19.10
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Il gup di Caltanissetta ha condannato con il rito abbreviato Antonello Montante a 14 anni di carcere. L'ex presidente di Sicindustria, considerato per anni un simbolo della riscossa degli imprenditori contro Cosa nostra, era accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine e accesso abusivo a sistema informatico.

UNA RETE DI SPIE

La procura di Caltanissetta lo aveva posto agli arresti domiciliari a maggio 2018, contestandogli la creazione di una rete di informatori per spiare i magistrati che da tre anni indagavano su di lui per concorso esterno in associazione mafiosa. I pm avevano chiesto 10 anni e sei mesi, ma il gup ha deciso di comminare una pena più alta sebbene scontata di un terzo, proprio perché Montante ha scelto il rito abbreviato. Il cosiddetto sistema Montante, ovvero la rete spionistica utilizzata per salvaguardare se stesso e colpire gli avversari, sarebbe stata una sorta di «governo parallelo» in Sicilia, secondo la definizione della commissione Antimafia regionale.

GLI ALTRI IMPUTATI CONDANNATI

Condannati anche gli altri imputati, ovvero i presunti informatori di Montante: 6 anni e 4 mesi per Diego Di Simone, ex ispettore della Squadra mobile di Palermo diventato il capo della security di Sicindustria. Secondo l'accusa, Di Simone era il braccio destro di Montante per le operazioni "sporche", compresi gli accessi abusivi alla banca dati delle forze dell’ordine. Condannato a quattro anni anche Marco De Angelis, funzionario della questura di Palermo. Tre anni per Gianfranco Ardizzone, ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta. Mentre Andrea Grassi, ex funzionario dello Sco della polizia e attualmente questore a Vibo Valentia, è stato condannato a 1 anno e quattro per rivelazione di notizie riservate. Assolto Alessandro Ferrara, ex dirigente generale del dipartimento per le Attività produttive della Regione Sicilia, che rispondeva di false dichiarazioni.

LA CARRIERA DI MONTANTE

Montante, che ha iniziato come piccolo industriale di Serradifalco in provincia di Caltanissetta, è arrivato al vertice di Sicindustria, è stato presidente di Unioncamere Sicilia, presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e responsabile legalità di Confindustria nazionale. È accusato di aver messo insieme, grazie alle informazioni acquisite attraverso contatti con pezzi grossi delle forze dell'ordine, decine di dossier su potenziali nemici e personaggi influenti. Un'ascesa veloce la sua, passato dalla realizzazione di ammortizzatori e pezzi meccanici alla fabbricazione di bici di lusso, e diventato icona dell'imprenditoria pulita. Ma i magistrati hanno iniziato a indagare su suoi presunti legami mafiosi e così hanno scoperto la rete di spionaggio che lo teneva informato in tempo reale degli sviluppi dell'inchiesta. Lo scenario aperto dal lavoro dei pm ha fatto emergere connivenze istituzionali e politiche. Altri indagati che non hanno scelto il rito abbreviato sono sotto processo davanti al Tribunale e tra loro c'è anche l'ex presidente del Senato Renato Schifani. Alla corte di Montante secondo i pm andavano in tanti: vertici delle forze di polizia e uomini dei servizi segreti, prefetti, imprenditori, giornalisti, magistrati che a lui si rivolgevano per avanzamenti di carriera. Ognuno aveva una richiesta per un familiare, un amico o per se stesso. L'imprenditore era destinatario di decine di richieste di raccomandazione: gli investigatori ne hanno trovate almeno una novantina, arrivate tra il 2007 e il 2015. L'elenco con nomi e cognomi è stato recuperato nel corso delle indagini, tra file Excel e documenti cartacei.

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