Antonio Camboni morto a Reggiolo tre giorni dopo l’incidente, lascia due bambini

Claudio Vittozzi
21/06/2023

Antonio Camboni aveva 35 anni, ha perso la vita dopo un incidente in moto avvenuto alle porte di Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia. Lascia la moglie Elisabetta e i figli Alessandro ed Emma, rispettivamente di 9 e 7 anni.

Antonio Camboni morto a Reggiolo tre giorni dopo l’incidente, lascia due bambini

È morto dopo 3 giorni di agonia Antonio Camboni. L’uomo era stato coinvolto in un incidente in moto a Reggiolo, in provincia di Reggio-Emilia, mentre si stava recando a Novellare per andare dai suoi genitori, Pietro e Francesca.

Antonio Camboni è morto a Reggiolo tre giorni dopo un brutto incidente, lascia due bambini soli con la madre.
Antonio Camboni (Facebook).

La morte di Antonio Camboni: le ferite erano troppo gravi per essere curate

Nel sinistro stradale di Reggiolo sia Camboni che l’automobilista coinvolto erano sembrati in condizioni disperate. Dopo l’incidente, i soccorsi si erano subito mobilitati per trasportare Antonio Camboni e l’automobilista all’ospedale più vicino, così fornire ad entrambi le migliori cure mediche. Gli elicotteri del 118 partiti da Parma e Pavullo avevano trasportato il 35enne e l’automobilista al Centro Grandi Ustioni di Parma. Le condizioni di Camboni erano fin da subito critiche, con ustioni di terzo grado sull’85% del corpo. Difatti, l’uomo è deceduto a causa delle ustioni causate nell’incendio creato dallo scontro tra la sua moto e un’auto. L’altra sera è stata diramata la notizia del decesso e i familiari sono stati avvertiti della morte del 35enne.

Antonio Camboni è morto a Reggiolo tre giorni dopo un brutto incidente, lascia due bambini soli con la madre.
Ambulanza (Pixabay).

Il ricordo di familiari, amici e colleghi della vittima: «Era un ragazzo d’oro»

Gli amici di Antonio Camboni hanno voluto ricordarlo con parole dolci e affettuose: «Era un ragazzo d’oro, solare, con tanta voglia di vivere, un padre esemplare, un bravo marito, lavoratore instancabile…». Dal settembre 2020 Antonio lavorava alla Simol di Luzzara e i colleghi lo apprezzavano come amico e collaboratore: «Era assegnato al reparto montaggio. Un bravo lavoratore, volenteroso, sempre disponibile con tutti». Ieri la moglie della vittima ha fatto visita all’azienda in cui lavorava Antonio: ha voluto vedere la sua postazione, ha ricevuto il cordoglio e l’affetto unanime di tutti i dirigenti e impiegati dell’azienda. Inoltre sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio da parte di amici e conoscenti. Il 35enne ha lasciato la moglie Elisabetta, i figli Alessandro e Emma, di 9 e 7 anni, la sorella Marika e il fratello Giuseppe.