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Le prime parole di Conte da allenatore dell'Inter

Le prime parole di Conte da allenatore dell’Inter

Il tecnico si è presentato in conferenza stampa: «Vincere subito? Io non mi pongo limiti».

07 Luglio 2019 16.30

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Antonio Conte è uno con le idee chiare, uno a cui non basta provarci, uno che è abituato a vincere. Lo ha messo in chiaro ancora una volta, nella sua prima conferenza stampa da allenatore dell’Inter, puntando subito in alto, senza timori: «Se è possibile vincere subito? Io non mi pongo limiti e non voglio che altri si pongano limiti o freni a inizio stagione», ha detto il tecnico che ha riportato la Juventus ai vertici dopo gli anni di Calciopoli, «creerei subito alibi in tutto l’ambiente e non voglio che questo accada». Certo, nella situazione attuale è impossibile considerare l’Inter favorita: «Negli ultimi anni si è creato un gap enorme nei confronti di due squadre, soprattutto della Juve, ma anche del Napoli. Dobbiamo lavorare tanto e meglio degli altri per colmare il gap, ma dobbiamo partire con l’ambizione di dare il meglio di noi stessi, senza recriminazioni: vediamo poi cosa accadrà alla fine».

«FACILE DIRE SÌ ALL’INTER»

Nonostante le difficoltà, o forse proprio per queste, la sfida lo ha affascinato da subito: «L’Inter è una società con grande tradizione, una delle più importanti al mondo. È stato semplice accettarla, ho riscontrato la stessa ambizione che io ho e la presenza del direttore Marotta è stata un incentivo in più». Conte ha preferito non commentare le voci di mercato che riguardano la società in entrata e in uscita: «Questo è il periodo delle chiacchiere. Noi dobbiamo parlare poco e lavorare tanto: testa bassa e pedalare, questo deve essere il nostro motto. Dovremo essere molto bravi e molto feroci e concentrati sul nostro obiettivo, avere stabilità: se vogliamo fare una stagione da protagonisti, questo è il nostro obiettivo». Gli ingredienti sono chiari: «Ferocia, grande voglia di lavorare e grande spirito di sacrificio. Avere voglia e obbligo di uscire ogni domenica con la famosa ‘maglia sudata’. È ciò che pretenderò dai miei giocatori. Chi non segue queste idee è giusto che si faccia da parte, io devo essere molto chiaro e indicare la strada. Sono convinto che tutti insieme possiamo costruire qualcosa di importante, non sarà facile».

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