Quali sono le condizioni di Antonio Megalizzi ferito a Strasburgo

12 Dicembre 2018 08.57
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Sono «irreversibili» le condizioni di Antonio Megalizzi, il giornalista 29enne originario di Trento rimasto ferito nell'attentato di Strasburgo. A differenza di quanto comunicato subito dopo la sparatoria dall'eurodeputato del Pd Brando Benifei, la situazione del ragazzo è apparsa più grave del previsto.

«I MEDICI SI SONO PRESI 48 ORE PER VALUTARE LE CONDIZIONI»

Il 13 dicembre lo ha confermato Danilo Moresco, padre della fidanzata di Megalizzi. «I medici si sono presi 48 ore per valutare le condizioni di Antonio», ha detto. «Sono stato ieri sera in ospedale a Strasburgo, la situazione è stabile, stazionaria. Antonio è in coma farmacologico. Non è cambiato nulla nelle ultime ore. Confermo che è stato colpito alla testa da un proiettile ma non sono riuscito a capire bene dove, perché è bendato e ha solo il viso scoperto. Resta in coma farmacologico per vedere come evolve la situazione».

«Me l'hanno portato via», ha detto la mamma del giornalista che spera in un miracolo. La donna ha ricevuto in mattinata la visita dell'eurodeputato Mario Borghezio. «Siamo venuti con spirito cristiano e umano per portare la nostra solidarietà alla famiglia di Antonio Megalizzi. Abbiamo incontrato la mamma che ha avuto indicazioni dai medici che la situazione è irreversibile, lei è disperata e molto provata», ha dichiarato Borghezio, all'uscita dell'ospedale di Strasburgo. «Antonio è ricoverato al reparto di chirurgia d'urgenza al terzo piano dell'ospedale Hautepierre», ha aggiunto l'esponente leghista sottolineando di avere «confortato la mamma perché i miracoli esistono» anche se i medici hanno fatto sapere che il ragazzo è inoperabile. Lei piangendo ha detto che ormai c'è solo «da aspettare, i medici sono stati chiarissimi al riguardo», ha riferito l'europarlamentare.

LA FAMIGLIA A STRASBURGO

Megalizzi, che si trovava a Strasburgo per seguire la Plenaria dell'Europarlamento, è stato colpito da Chérif Chekkat in rue Orfèvere. I genitori e la sorella di Megalizzi, che erano stati in contatto tutta la notte con l'unità di crisi della Farnesina, erano arrivati la mattina del 12 dicembre all'ospedale di Strasburgo dove è ricoverato il figlio accolti dal console generale d'Italia.

LA TESTIMONIANZA DEL PADRE DELLA FIDANZATA

A ricostruire gli ultimi istanti prima della sparatoria era stato sempre Moresco. «Le due ragazze che erano con lui (la trentina Caterina Moser e Clara Stevanato, veneta e residente a Parigi, ndr) ce l'hanno fatta a scappare, rifugiandosi poi in un locale pubblico. Hanno perso di vista Antonio, perché lui è rimasto a terra», aveva spiegato l'uomo. In un primo momento «la situazione era ancora incerta, hanno solo detto che Antonio era ferito dopo l'attentato. Abbiamo pensato che magari si trattava di una cosa da poco, forse poteva aver battuto la testa o essersi fatto male a una caviglia scappando. Ma poi, purtroppo, con il passare del tempo, la situazione si è fatta sempre più grave». In questo momento, ha aggiunto l'uomo a Repubblica, «Antonio sta lottando per sopravvivere. Ce la deve fare, deve farcela, è il ragazzo migliore che abbia mai conosciuto».

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EUROPHONICA CHIEDE IL RISPETTO DELLA PRIVACY

Europhonica su Facebook aveva chiesto di rispettare la privacy del collega. «Riguardo allo staff italiano di Europhonica a Strasburgo e al collega ferito: non possiamo confermare alcuna notizia sulla sua salute attuale», si legge in un post sul social. «Chiediamo ai colleghi della stampa di rispettare la privacy del nostro collega. Saremo pronti a comunicare qualsiasi notizia verificata appena la avremo».

#IT Riguardo allo staff italiano di Europhonica a Strasburgo e al collega ferito: non possiamo confermare alcuna notizia…

Geplaatst door Europhonica op Woensdag 12 december 2018

In occasione delle Plenarie dell'Europarlamento, Europhonica manda una ventina di studenti, di varie città universitarie dei Paesi europei che fanno parte del progetto, a seguire gli incontri con dirette e interviste ai protagonisti. Una sorta di redazione in loco con membri di tutte le associazioni radiofoniche universitarie europee.

LA PROCURA DI ROMA APRE UNA INDAGINE

La procura di Roma intanto ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al ferimento di Megalizzi. Il procuratore aggiunto dell'antiterrorismo, Francesco Caporale e il sostituto Tiziana Cugini hanno avviato un'indagine in cui si ipotizzano i reati di strage e attentato con finalità di terrorismo.

IL COMUNICATO DEL SINDACATO DEI GIORNALISTI

Il sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige Journalisten e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana «sono vicini al collega trentino Antonio Megalizzi, 29 anni, gravemente ferito nell'attentato terroristico di Strasburgo». «Ancorché non iscritto all'albo dei giornalisti, Antonio Megalizzi – di fatto – faceva il giornalista oltre che lo speaker per Europhonica, per la quale seguiva le sedute del parlamento europeo. Aveva anche collaborato a programmi radiofonici per la Rai di Trento, per l'emittente trentina Rttr e Radio 80 Forever Young di Rovereto», prosegue la nota. «L'associazione regionale di stampa ed Fnsi si stringono attorno ad Antonio ed alla sua famiglia, augurandogli di riprendersi al più presto. La sua vicenda ripropone drammaticamente la situazione di molti giornalisti precari free lance, senza tutele, spesso costretti ad inseguire anche all'estero quel lavoro che in Italia trovano con difficoltà e dovrebbe tappare la bocca a coloro che parlano di casta della professione giornalistica», conclude il sindacato.

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