Antonio Polito, firma del Corriere ed ex senatore dell’Ulivo, sbarca in Rai con una nuova trasmissione

Marco Zini
30/01/2024

Mentre Schlein organizza sit-in contro l'ingerenza dei partiti nella tv pubblica, il giornalista guadagna un posto nel palinsesto. E l'agenzia che lo segue e produce il programma, la bolognese Elastica molto vicina ai dem emiliani, entra tra i fornitori di Viale Mazzini.

Antonio Polito, firma del Corriere ed ex senatore dell’Ulivo, sbarca in Rai con una nuova trasmissione

Non passa stagione Rai, neanche in era meloniana, in cui un ex parlamentare Pd e dintorni non abbia una sua trasmissione. Fuori Gianrico Carofiglio, dentro Antonio Polito, ex senatore Ulivo, più spendibile con la destra. La trasmissione parlerà di ultra 60enni, in asse con una linea editoriale tutta virata verso l’Amarcord e i “telemorenti” , come li chiama Roberto D’Agostino. A favorire l’ingresso dell’editorialista nell’azienda pubblica, un effetto domino: il fallimento della trasmissione di Nunzia De Girolamo, moglie del parlamentare dem Francesco Boccia, ha fatto slittare Duilio Giammaria in prima serata, lasciando libero lo spazio pomeridiano più ambito, perché blindato negli ascolti.

La rimozione di Anna Maria Bigon è l'ennesimo boomerang per il Pd
La segretaria del Pd Elly Schlein (Imagoeconomica).

Mentre Schlein prepara il sit-in, l’agenzia Elastica molto legata al Pd emiliano entra tra i fornitori Rai

Così, mentre Elly Schlein si prepara al sit-in del 7 febbraio «per una Rai libera dai partiti», in fretta e furia si firma il contratto per una società che finora non era annoverata tra i fornitori Rai: Elastica, che produce il programma, è infatti la potentissima agenzia bolognese che organizza eventi, molto legata al Pd emiliano, che ha avuto tra i suoi “clienti” tutti di sinistra, un centinaio, Enrico Letta, Ezio Mauro e, tuttora, Federico Rampini, Roberto Iacona e lo stesso Polito. Mentre passa il contratto, la consigliera Rai Francesca Bria verga editoriali su Repubblica contro l’occupazione politica della tv di Stato e condannando l’amichettismo, termine coniato da Fulvio Abbate e preso a prestito anche dalla premier Giorgia Meloni. Proprio Bria che in passato su Fb condivideva post del M5s contro “mafia capitale” (cioè il Pd) ma che ha poi avuto la sua unica chance politica con il “nemico”, il Pd appunto, grazie a un’amicizia personale con Andrea Orlando. Quest’ultimo ora chiama in soccorso Carlo Calenda per portare avanti la sua idea di una Fondazione che tolga la Rai dal giogo dei partiti. Il sospetto, alla vigilia della scadenza del cda, è che voglia offrire visibilità a chi è in cerca di lavoro.