Tajani ha combinato un guaio su Istria e Dalmazia

Tajani ha combinato un guaio su Istria e Dalmazia

11 Febbraio 2019 17.30
Like me!

Doveva commemorare la tragedia delle Foibe nel Comune triestino di Basovizza, ma Antonio Tajani è incappato in uno scivolone irredentista che ha creato un caso diplomatico. Il presidente del parlamento europeo ha concluso il suo discorso in occasione della Giornata del ricordo, domenica 10 febbraio 2019, esclamando «viva Trieste, viva l'Istria italiana, viva la Dalmazia italiana, viva gli esuli italiani, viva gli eredi degli esuli italiani, evviva coloro che difendono i valori della nostra Patria». E la cosa a qualcuno non è andata giù.

L'IRRITAZIONE DEGLI EURODEPUTATI CROATI: «È UNA VERGOGNA»

Quasi tutti gli eurodeputati croati hanno condannato quelle affermazioni: «È una vergogna per il presidente del parlamento europeo. Ha perso la mia fiducia», ha brevemente commentato su Twitter Ivan Jakovčić, eurodeputato della Dieta democratica istriana (Ddi), partito regionalista istriano di centro-sinistra.

Secondo Dubravka Šuica, dell'Unione democratica croata (Hdz), che è al governo a Zagabria, «parlare dell'Istria e Dalmazia italiane è un relitto di tempi passati».

IL PREMIER SLOVENO: «REVISIONISMO STORICO»

Anche il premier solveno Marjan Sarec si è schierato contro le parole di Tajani definendole espressione di un «revisionismo storico senza precedenti. Il fascismo era un fatto, e aveva lo scopo di distruggere il popolo sloveno», ha scritto sul suo account Twitter.

IL PRIMO MINISTRO CROATO: «CHIARISCA»

Sulla stessa linea il primo ministro croato, Andrej Plenkovic: «Esprimo la mia ferma condanna e respingo con forza le dichiarazioni di Tajani che contengono elementi di rivendicazioni territoriali e di revisionismo storico». Plenkovic ha detto di aver già parlato con il presidente del parlamento europeo al quale ha espresso la propria insoddisfazione per il discorso e chiesto chiarimenti.

TAJANI: «NESSUNA RIVENDICAZIONE»

Le spiegazioni di Tajani sono arrivare nella serata di lunedì: «Nel corso del mio intervento ho voluto sottolineare il percorso di pace e di riconciliazione tra i popoli italiani, croati e sloveni e il loro contributo al progetto europeo. Il mio riferimento all'Istria e alla Dalmazia italiana non era in alcun modo una rivendicazione territoriale. Mi riferivo agli esuli istriani e dalmati di lingua italiana, ai loro figli e nipoti, molti dei quali presenti alla cerimonia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *