Antony Blinken in Turchia: «Lavoriamo per aiuti a Gaza e rilascio degli ostaggi»

Redazione
06/11/2023

Il segretario di Stato americano ha concluso ad Ankara la seconda missione nella regione dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Nonostante i diversi incontri con i leader arabi e musulmani, ha ottenuto solo un tiepido sostegno agli sforzi degli Stati Uniti per contenere le conseguenze del conflitto.

Antony Blinken in Turchia: «Lavoriamo per aiuti a Gaza e rilascio degli ostaggi»

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha incontrato lunedì 6 novembre il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Il colloquio ha fatto parte dell’impegnativo elenco di incontri in Medio Oriente che Blinken ha intrapreso per allentare le tensioni regionali sulla guerra tra Israele e Hamas.

Gli obiettivi della missione di Blinken

Il viaggio di Blinken in Turchia ha infatti seguito la scia degli incontri con i leader arabi in Iraq, Palestina e Cisgiordania avvenuti nel fine settimana precedente, con l’obiettivo di ottenere consenso sulla proposta dell’amministrazione Biden di una “pausa umanitaria“. Gli Stati Uniti stanno cercando il sostegno dei leader arabi e della Turchia anche per il rilascio degli ostaggi israeliani e per impedire un’espansione del conflitto nella regione. Ma i Paesi arabi e musulmani continuano a esprimere frustrazione per il fermo sostegno di Washington a quella che ritengono una reazione sproporzionata di Tel Aviv ai danni della popolazione di Gaza. «Abbiamo discusso degli sforzi per espandere in modo significativo l’assistenza umanitaria alle persone bisognose, degli sforzi per prevenire l’espansione del conflitto in altre parti della regione e di cosa possiamo fare per creare le condizioni per una pace durevole», ha detto Blinken ai giornalisti all’aeroporto prima di partire da Ankara. «È un lavoro in corso», ha aggiunto il segretario di Stato.

Limitato il sostegno dei Paesi arabi e musulmani agli obiettivi di Washington 

La missione di Blinken finora ha trovato un sostegno limitato da parte degli attori nella regione. Da una parte Israele ha respinto la richiesta di Washington per delle “pause” nei combattimenti, mentre le nazioni arabe e musulmane hanno insistito per un cessate il fuoco immediato per alleviare l’aumento delle vittime a Gaza. I funzionari statunitensi stanno cercando di convincere Israele dell’importanza strategica del rispetto delle leggi di guerra, proteggendo i non combattenti e aumentando significativamente le consegne di aiuti umanitari. Resul Serdar di Al Jazeera, riferendo da Ankara, ha suggerito che Blinken e Fidan hanno trovato pochi punti di accordo. «Gli Stati Uniti hanno cercato di convincere i funzionari turchi a esercitare maggiori pressioni su Hamas e a costringerlo a rilasciare i prigionieri», ha detto. «Ma la posizione turca su questo tema è stata molto chiara. Hanno affermato che il rilascio dei prigionieri dovrebbe essere reciproco, laddove Hamas libera i prigionieri e Israele libera i prigionieri palestinesi». In merito alla richiesta di un cessate il fuoco, di cui la Turchia si era proposta come garante internazionale, Serdar ha dichiarato che durante l’incontro Blinken «ha usato l’espressione “pausa umanitaria” e la parte turca gli ha detto che questo non basta».