Aperitivo nel bunker

Barbara Ciolli
21/09/2010

I simboli dell’ex blocco sovietico conoscono una seconda vita, all’insegna del divertimento.

Aperitivo nel bunker

 

Riportare a nuova vita zone permeate dalla grigia atmosfera della Cortina di ferro è da qualche tempo una delle attività più in voga negli Stati dell’ex blocco sovietico. Ecco come i luoghi in stato di abbandono diventano fulcro di attività culturali e commerciali, attirando i turisti come le api al miele.

L’Albania ritrova i suoi “funghi”

Laureati e “masterizzati” in architettura al Politecnico di Milano, i 25enni albanesi Elian Stefa e Gyler Mydyti si sono sbizzarriti nell’arredare ciò che la loro terra d’origine offre in abbondanza: 750 mila bunker militari, che tutti in Albania chiamano funghi, sparsi su un territorio poco più grande della Sicilia e, soprattutto, impossibili distruggere se non a costi statali altissimi.
Fronte mare o disseminati nelle brulle colline interne, il Paese sta cercando di rendere turisticamente appetibili questi simboli della Guerra Fredda che Henver Hoxa, il dittatore stalinista al potere dal 1945 al 1985 ossessionato dalla minaccia dell’Occidente, fece costruire negli anni Settanta su un territorio grande poco più della Sicilia.
Chioschi per bibite e snack in spiaggia, bivacchi per appassionati di trekking nell’entroterra, campeggi con mini bungalow negli insediamenti più imponenti. I due architetti specializzati nel recupero delle “icone del paesaggio” sono ora al lavoro per applicare sul campo la loro tesi di fine master Concrete mushrooms (Funghi di cemento).
Il loro sito suggerisce modifiche a basso costo per trasformare i funghi più spaziosi in igloo di cemento che possono ospitare fino a sei persone. Elian e Gyler non sono i soli ad aver escogitato impieghi alternativi per i bunker del Paese delle Aquile: nella regione di Fier un prete ha trasformato la fortificazione più grande del suo villaggio in una chiesa dove ogni giorno celebra messa.

Centri commerciali nel regno della Stasi

Ingegnoso parroco a parte, per adesso l’uso che si sta facendo di luoghi ed edifici storici dell’ex blocco dell’Est è soprattutto commerciale: basti pensare al celebre Check Point Charlie, storico punto di confine tra i due settori e teatro di numerose fughe verso l’Ovest. Dopo la caduta del Muro la gabbiola originale è stata trasferita nel berlinese Alliertenmuseum ed è visitabile a pagamento. Sull’ex posto di blocco dal 2000 si trova una ricostruzione folkloristica, attrazione per migliaia di turisti che scattano foto ricordo e comprano gadget e souvenir.
Anche l’ex quartier generale della Stasi di Ruschestraße è un museo visitatissimo, soprattutto dopo l’uscita nel 2006 del film Le vite degli altri, diretto da Florian Henckel von Donnersmarck. Dal luglio 2010 nell’edificio sono in corso interventi di restyling. Fu costruito secondo i canoni architettonici del socialismo reale e sono ancora perfettamente conservate le stanze dei ministri per la Sicurezza da cui partivano gli ordini per spiare milioni di tedeschi della Ddr.
All’entrata dell’ex centrale dei servizi segreti è esposto il mini-furgoncino dove gli agenti rinchiudevano e torturavano presunte spie e cittadini scomodi della Germania dell’Est. Nei piani superiori si possono vedere “memorabilia” come microspie, apparecchiature per la sorveglianza e l’intercettazione, foto e documenti storici.

Nell’ex parlamento Ddr risorge la residenza dei Kaiser

Assai più tormentato, per la sua mole e per il fatto di essere ricoperto da pesanti lastre d’amianto, è stato il destino del prestigioso Palast der Republik, sede del Parlamento della Ddr fino al 1990. Prima di essere completamente abbattuto nel 2008 dopo due anni di lavori, l’edificio è rimasto abbandonato per anni nella centralissima Shloβplatz di Berlino.
E mentre politici e addetti ai lavori discutevano del suo futuro nei nuovi palazzi del potere, sul tetto del decadente cubo di cemento alto dieci metri campeggiava la scritta ironica Zweifel (“dubbio”, ndr).
Oggi lo Stato tedesco ha deciso: nel vuoto lasciato dall’ultimo grande relitto del comunismo sorgerà la ricostruzione del maestoso Berliner Schloβ, la vecchia residenza imperiale del Kaiser pesantemente danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e fatta saltare in aria dalla Repubblica Democratica Tedesca nel 1950. Il miliardario e faraonico progetto di ricostruzione include anche l’Humboldt Forum, un enorme centro dedicato all’arte, alla cultura e alle scienze, che troverà spazio in un’ala del complesso.